Firenze, 5 ottobre 2017  - E' la Macedonia il penultimo scoglio tra l'Italia e il possibile play off per le qualificazioni ai Mondiali di calcio 2018 in Russia. Gli azzurri sono obbligati a vincere per mantenere il ranking Fifa e poter rientrare nella prima fascia in vista degli spareggi, così come dovranno portare a casa il successo contro l'Albania lunedì sera a Scutari.

Italia-Macedonia, probabili formazioni e ultimissime

Orari e dove vederla. Italia-Macedonia è in programma per venerdì 6 ottobre. Sarà trasmessa in diretta tv su Rai 1, con fischio d'inizio alle ore 20.45. Per chi volesse seguire la partita in streaming su smartphone, tablet o pc, sarà sufficiente utilizzare l'applicazione Raiplay.

Dove si gioca. Il match si disputa allo stadio Olimpico 'Grande Torino', con la Nazionale di Ventura che torna nel capoluogo piemontese dopo l'1-1 con la Spagna allo Juventus (ora Allianz) Stadium. Si va verso il tutto esaurito, con 17.500 biglietti venduti a mercoledì (su meno di 28mila posti di capienza dell'impianto).

Mondiali 2018, l'Italia deve vincere sempre: cosa serve per la prima fascia

Numero Verdi contro l'emergenza: azzurri con il 3-4-3 - di PAOLO FRANCI 

"Niente paura"per dirla alla Ligabue. E a quelli che pensano male dell'Italia risponde Matteo Darmian, che sulla doppia vittoria contro Macedonia e Albania, è pronto a scommetterci su: "C’e’ una negatività dipinta da fuori, ma all’interno siamo tranquilli", spiega l’esterno difensivo del Manchester United, allenato da qualcuno – Mourinho – che in fatto di fare quadrato è Magnifico Rettore. Vero, manca il centrocampo titolare e il primo ricambio, Pellegrini (10 giorni di stop, ndr ), ma da qui ad accusare tremarella e sudori freddi ce ne passa: "Sappiamo quanto vale questa gara e faremo una grande partita. E vero le nostre assenze sono tante, ma è anche vero che abbiamo tanta qualità".

Mondiali 2018, ecco le squadre già qualificate. Messi-CR7 a rischio

Ottimismo a tutta grinta, ma anche sano realismo, perchè all’andata sì che gli azzurri sudarono freddo. Matteo c’era e la ricorda così: "Stavamo vincendo e controllando il match ma abbiamo avuto un piccolo sbandamento, un black-out di 20 minuti e ci hanno fatto due gol. In quel momento siamo stati bravi perchè non ci siamo disuniti e alla fine abbiamo vinto". Quindi, guai a pensare alla Macedonia distratta dalla mancanza di obiettivi: "Loro vogliono fare bella figura e cercheranno di fare risultato, ma noi stiamo preparando bene il match. E per me sarà una grande emozione tornare nello stadio Grande Torino, dove ho vissuto 4 anni fantastici. Eppoi, no, non abbiamo paura di non andare al Mondiale".

Come il Liga, dunque, niente paura. E massima attenzione alle indicazioni del ct, concentrato su soluzioni tattiche da leggere in controluce con le assenze.

Il probabile esordio di Verdi, in vantaggio su Candreva, e l’assenza di Belotti, spingono verso un probabilissimo 3-4-3 che il ct ha già provato e riprovato schierando anche l’esterno del Bologna. Poi nell’ultima gara di qualificazione, contro l’Albania di Panucci lunedì prossimo in trasferta a Scutari, Ventura potrebbe anche tornare al 4-2-4. Chiaro però, che se le indicazioni del 3-4-3 dovessero essere di livello, non sarebbe da escludere la conferma del ‘modulo Verdi’. Sull’assetto dell’Italia Darmian non si sbilancia: "Stiamo provando diverse soluzioni, con i giocatori di cui disponiamo possiamo giocare con diversi sistemi tattici. Immobile? Sta facendo grandi cose, ho giocato con lui un anno al Torino, lo conosco bene. E’ un grande attaccante, spero che con i suoi gol possa darci una mano a raggiungere il Mondiale".

Poi per l'Englishman in Coverciano, uno sguardo al futuro e due parole su Mourinho che non fanno mai male: "Ho fatto una scelta, non la rimpiango e la rifarei – spiega Darmian – ed è logico che, come ogni giocatore, io voglia giocare il più possibile nel Manchester United. Il calcio inglese – riflette il 27enne esterno difensivo – non è un altro mondo, semmai è più fisico, meno tattico, sicuramente più veloce e dinamico. Lo stile inglese e quello italiano sono molto diversi. Mourinho? Lo conosco da due anni e dal primo giorno ha cercato di portare le sue idee nella squadra. Lo vedo affamato, ha grande voglia di vincere trofei e questa rabbia la trasmette alla squadra. Quest’anno siamo partiti bene, siamo forti, ma lo dovremo dimostrare fino in fondo". Prima però, battiamo Macedonia e Albania.