MILANO, 11 settembre 2017 - Calendario difficile per i nerazzurri, si diceva al momento della compilazione. Bene, nove punti nelle prime tre giornate sono la risposta migliore alle critiche per il mancato arrivo di un top player al cospetto della ricca campagna imbastita dai cugini del Milan, che ora sono già dietro. E' la mano di Spalletti. Il tecnico di Certaldo è riuscito a rendere l'Inter una squadra offensiva senza però farle perdere solidità difensiva, anzi aumentadola dopo le difficoltà della scorsa stagione. Merito dei nuovi acquisti, ma anche di una filosofia di gioco ben assimilata da una rosa convinta di sé come raramente era accaduto in passato. L'inter ha vinto in diversi modi, con lo spettacolo, con la cinicità, con la concretezza, e anche contro l'ostica Spal i nerazzurri hanno conquistato tre punti da big, aspetto fondamentale in un campionato di calcio. L'Inter gioca convintamente in verticale smarcandosi, concetti semplici e basilari ma di difficile applicazione. La difesa regge, il centrocampo costruisce e l'attacco finalizza. Fino adesso tutto bene.

MIRANDA-SKRINIAR - Dopo tre partite, finalmente l'opinione pubblica inizia a capire come mai Milan Skriniar sia costato tanto: perchè é forte. Il roccioso difensore si è subito ben inserito nell'organico di Spalletti e l'intesa col compagno Miranda è percettibile. Anche nei momenti di maggior apprensione, la retroguardia ha saputo tenere la barra dritta senza sbandare, mantenendo unità, compattezza e umiltà. Quando c'è da spazzare si spazza senza fronzoli. E allora sì che l'acquisto di Skriniar, da tanti sottovalutato, diventa fondamentale nell'economia stagiona di una Inter che finalmente subisce pochi gol.

PERISIC E ICARDI - Se la squadra gira, l'attacco chiaramente con più convinzione riesce a finalizzare il gioco. Perisic dopo la permanenza è addirittura salito di livello, Mauro Icardi continua a segnare ma stavolta lo fa al termine di un gioco corale e non predicando nel deserto. E' la vera differenza rispetto alle ultime stagioni. Le ali assistono, i mediani si inseriscono e gli attaccanti segnano. Tutto è indirizzato verso la semplicità, ma che rappresenta la chiave di volta per far tornare l'Inter grande. E poi c'è Joao Mario, ancora una volta decisivo e sempre più inserito nei meccanismi di Spalletti. E' un trequartista puro e lo sta dimostrando. Sono passate solo tre giornate, ma è già una Inter temibile: se ne stanno accorgendo tutti.