MILANO, 19 maggio 2017 - Quali sono state le cause della disastrosa stagione nerazzurra? Semplici secondo il Ds Ausilio: mancata programmazione e mancata solidarietà tra i giocatori, oltre alla classica stoccata ai giornali. Di questo e altro ha parlato il dirigente dell’Inter al corso di perfezionamento in Diritto Sportivo all’Università di Milano.

TUTTO PARTE DA MANCINI - Fin dall’estate si era capito che la stagione sarebbe finita male, almeno secondo Ausilio, che ha trovato le cause della crisi fin dall’addio di Roberto Mancini: “C’era tanto entusiasmo all’inizio grazie alla nuova proprietà . ha ammesso - Poi c’è stato un allenatore che aveva iniziato la preparazione ma che a una settimana dal via è stato mandato via o a scelto di andare via. A quel punto abbiamo deciso di puntare su un tecnico straniero, ma è stato come ricominciare tutto da capo. Il ritardo è stato evidente, se non si programma bene è finita. Cambiando 4 allenatori arriveremo settimi, eppure gli stessi che dicono che ora la rosa è scarsa prima parlavano dell’Inter come della vera antagonista della Juve”.

MANCATA LA COMUNICAZIONE - Il Ds ha anche battuto il tasto della comunicazione, il mancato sostegno a Pioli è stato per Ausilio un clamoroso errore: “L’Inter deve essere più forte a livello di comunicazione - ha proseguito - Prima della partita con la Juve c’è stato un giornale che ha aperto con la notizia di Conte all’Inter, la partita è stata persa e per tutta la settimana si è parlato del sostituto di Pioli. In quei momenti è necessario dare sostengo al tecnico. Ci sono tv e giornali che devono ogni giorno dire qualcosa, e ogni giorno devono inventarsi qualcosa sul mercato”.

POCA PERSONALITA’ - Per quanto riguarda la squadra, Ausilio ha un pensiero chiaro su quanto successo. Poca coesione, poca solidarietà tra i giocatori: “Chiariamo subito una cosa: i giocatori si allenano e bene - ha attaccato Ausilio - Quello che è mancato è il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare un gruppo per questioni di etnia, età e personalità. Non sono cattivi ragazzi, si fa fatica a trovare lati negativi ma ci sono tanti gruppetti e ognuno pensa a se stesso. Non c’è grande personalità, abbiamo perso nel corso del tempo calciatori come Zanetti, Cambiasso, Milito e Samuel. La personalità ce l’hanno solo i calciatori che sono passati da momenti negativi. La Juve ha elementi come Chiellini e Buffon che hanno fatto la B, Bonucci e Barzagli hanno vissuto campionati negativi, lì la Juve ha costruito il suo successo”.