Milano, 5 luglio 2017 - A scanso di equivoci, esiste pur sempre la laurea honoris causa, l’hanno data pure a Valentino Rossi. E Gigio Donnarumma, studente in amministrazione delle finanze, la meriterebbe immediatamente: accidenti, è bravo o no, in materia, uno che a diciotto anni riesce a garantirsi la bellezza di trenta milioni di euro di ingaggio?
 
Parigi val bene una Messa, si diceva un tempo. E un contratto così val bene il rinvio dell’esame di maturità. Se ne riparla fra dodici mesi. Nel frattempo, sabbiature a Ibiza. Ora, non facciamo i rosiconi e gli invidiosi. Cosa sarà mai un diploma in ragioneria? I nostri figli e nipoti, gente normale, hanno il dovere di sudare sui libri. Ma Gigio, per sua fortuna, suda sul campo. Non è colpa sua se un diciottenne ‘normale’ passa dalla maturità alla inevitabile precarietà a vita. Non siamo ipocriti, solo sinceri: con i 30 milioni di Donnarumma, che ti importa di un diploma?!?
 
Eh, lettori miei che quattro siete, sempre è stato conflittuale il rapporto tra libri e sport! Mi viene in mente che nel 1988, dopo i primi ori olimpici sulla neve, il mitico Alberto Tomba tentò lo slalom tra i paletti dell’esame di maturità: professori impietosi lo bocciarono, sapeva tutto di scioline e niente di equazioni. In compenso Giorgio Chiellini, il difensore della Juventus e della Nazionale, ha trovato il tempo di prendersi una laurea. Randellando centravanti a destra e a manca, sfogava l’ansia per gli esami. Suarez lo mordeva? E lui andava a ripassare il risarcimento danni in caso di lesioni volontarie. Potremmo metterla giù così, senza malizia e senza falsi moralismi. Chiellini ha vinto sei scudetti evitando di mollare i libri. Gigio Donnarumma, maturando felicemente in attesa, ecco, quando pensa di vincerlo, il primo scudetto?