Torino, 5 ottobre 2017 - La Nazionale azzurra è al lavoro per ultimare la preparazione in vista della sfida di domani sera contro la Macedonia a Torino. Torino che è diventata da circa un paio di mesi la nuova casa di Federico Bernardeschi, presente a Coverciano nonostante un impiego non così costante con la maglia della Juventus. "Ho giocato poco sino adesso, ma non sono preoccupato. Alla Juve è così - le parole in conferenza stampa del numero 33 bianconero - C’è un apprendistato da fare. Ed è normale, quando arrivi in una squadra che ha vinto sei scudetti di fila e ha giocato due finali di Champions negli ultimi tre anni".

Insomma, un percorso di crescita che sotto la gestione Allegri hanno affrontato via via un po' tutti i nuovi acquisti, da Dybala e Morata, passando per Rugani e perfino Higuain. "Le panchine non sono un dramma, le ho accettate con serenità e umiltà. E non ho paura di perdere il Mondiale. Ventura mi stima e mi ha confermato la sua fiducia - sottolinea Bernardeschi - Se riuscirò a farmi trovare pronto ogni volta che verrò chiamato in causa, non ci saranno problemi. La Juve è la Juve, non è facile entrare subito in sintonia con una squadra che ha sempre voglia di vincere, dal presidente sino all’ultimo dei magazzinieri. Questione di mentalità, quella non si allena. Ho capito che se a Vinovo non si dà il cento per cento i compagni ti passano sopra".

Lentamente il talento da Carrara sta entrando nei meccanismi dei campioni d'Italia, tanto è vero che è reduce dalla sua prima presenza da titolare contro l'Atalanta. Un esordio arricchito da una rete, la prima in bianconero, e un assist per Higuain. "Devo dimostrare di essere da Juve. Sto lavorando per diventare un punto fermo della squadra e Allegri mi sta aiutando, il rapporto con lui è ottimo - chiosa il classe '94 - Quello che sta capitando a me è successo a tutti, anche Dybala all’inizio è stato in panchina. Non sono né il primo e non sarò l’ultimo caso. Funziona così ed è giusto. Ci vuole sacrificio, volontà e qualità".

Infine, Bernardeschi torna a parlare della sua scelta di passare dalla Fiorentina alla Juventus. "La mia è stata una scelta professionale. Sono e sarò sempre riconoscente alla Fiorentina, che mi ha cresciuto. È anche grazie ai viola se sono arrivato sino qui - racconta - Poi ognuno prende la propria strada. Lo ribadisco: sono orgoglioso di far parte della Juventus, la mia non è stata una decisione casuale. Non mi vanno bene, invece, quelli che definisco i leoni da tastiera, che passano il tempo a insultare. A mia sorella, che è appena diventata mamma, hanno augurato la morte della bambina prima ancora che nascesse. Io, per fortuna, ho basi solide. Altri invece sono fragili, soffrono e c’è chi si suicida. È una vera pochezza umana".