Torino, 20 aprile 2017 - Real Madrid, Atletico Madrid e Monaco. La Juventus dovrà attendere il sorteggio di Nyon di domani pomeriggio per conoscere il nome della sua avversaria nella semifinale di Champions League, in programma il 2-3 e 9-10 di maggio. Intanto oggi la squadra ha fatto ritorno a Torino, dopo il pareggio con il Barcellona che le è valso il passaggio del turno, accolta all'aeroporto di Caselle dagli applausi e dalla festa dei suoi tifosi. 

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Semifinali Champions: orari, diretta tv e streaming

"AVANTI CON ALLEGRI" - L'obiettivo, comunque, resta la conquista del torneo continentale. "La qualificazione è una grande impresa. Ma la considero solo un traguardo che non significa nulla se non saliamo sul podio da vincitori. Abbiamo due ostacoli da superare per arrivare alla fine da vincitori", ha dichiarato infatti l'ad Beppe Marotta, confermando l'intenzione di andare avanti con l'atturale tecnico. "Il rapporto con Allegri - ha aggiunto - ha portato solo aspetti positivi a tutti. È un rapporto che procede bene. Non intravediamo screzi che possano rompere il matrimonio". 

"Ha plasmato una squadra vincente"

Marotta riconosce "i tanti meriti di Allegri" che è riuscito a "plasmare la squadra e farla diventare vincente". "Nei tre anni con lui - ha sottolineato l'ad bianconero - abbiamo conquistato due qualificazioni alle semifinali. Ha avuto un ruolo importante, anche psicologico nella gestione degli uomini e nel dare la mentalità giusta". "C'è grande soddisfazione per la società, l'allenatore, i giocatori e i tifosi. C'è la consapevolezza - ha proseguito l'amministratore delegato bianconero - di essercela meritata perché è frutto del lavoro. Atletico Madrid, Monaco e Real Madrid hanno tutte pro e contro. Ma il prossimo mese è altrettanto importante, con il rush finale per l'obiettivo scudetto". 

Il segreto della Juventus, secondo l'ad, è "la forte mentalità internazionale cresciuta sia nella società che nei giocatori". I bianconeri "hanno più qualità anche dal punto di vista del gioco" ed è stata ritrovata una mentalità "scomparsa col ciclone del 2006". Una nota di merito particolare poi per Dybala, autore di una doppietta nella partita d'andata contro il Barcellona: "È un campione, ma il merito va dato a tutta la rosa - ha detto sempre Marotta -. Dybala era una promessa, ora è una realtà. Deve crescere, ha margini di miglioramento. Sapevamo di aver fatto la scelta giusta e il tempo ci sta ripagando".

LA BORSA - Da segnale infine il calo del 2% del titolo della Juventus a Piazza Affari dopo il pari col Barcellona. La discesa non è ovviamente legata ai risultati sul campo, ma alle scelte degli azionisti, che hanno deciso di incassare dopo il boom del titolo, cresciuto del 46% (da 0,5 euro a 0,73 euro) dalla partita di andata, vinta dalla Juventus per 3-0, a ieri.