Bologna, 17 luglio 2017 – In casa della Virtus Segafredo Bologna è il giorno di Pietro Aradori, la prima pietra miliare del nuovo progetto dei bianconeri, tornati in Serie A dopo un solo anno di cosiddetto Purgatorio. L’esterno bresciano, strappato alla concorrenza della Fiat Torino con un contratto triennale, è stato presentato quest’oggi alla stampa e si è detto subito molto carico per questa nuova avventura che arriva dopo due anni trascorsi ad una manciata di chilometri dal capoluogo emiliano, precisamente a Reggio Emilia dove, con addosso la casacca della Pallacanestro Reggiana, l’azzurro – che in Virtus vestirà la storica casacca numero 21 – ha conquistato nel 2015 una Supercoppa Italiana: “Ho fatto questa scelta perché volevo trovare una casa per tanti anni e la Virtus può essere addirittura paragonata ad una mega villa perché qui si sta creando qualcosa di davvero fantastico. Non era facile dire di no a Zanetti e ad una società con una storia gloriosa come quella della Virtus. Mai avrei pensato di poter andare ad una neopromossa ma quando si è presentata questa opportunità l’ho subito colta la volo. Sapete bene cosa sia la Virtus e io adesso voglio iniziarla a vivere da dentro. Ogni anno cerco sempre di fare meglio e adesso mi sento pronto per fare qualcosa in più per regalare soddisfazione ai miei nuovi tifosi. Ho sentito al volo al telefono coach Ramagli che conosco molto bene nonostante non mi abbia mai allenato. Mi piace molto come allenatore e so che è un ottimo coach e una bravissima persona. Dei miei nuovi compagni invece conosco già Ndoja con cui ho giocato nelle giovanili a Casalpusterlengo, Stefano Gentile e Guido Rosselli con il quale ho condiviso un’esperienza in Nazionale. Hanno dato un grande contributo alla Virtus per tornare in A. Se rimanessero sarei sicuramente molto contento”.

Nella lunga chiacchierata si è parlato inevitabilmente anche del probabile arrivo in bianconero di Alessandro Gentile, giocatore in uscita da Milano e molto amico di Aradori che proprio ieri su Insragram aveva in un certo senso chiamato l'ormai ex biancorosso alla Virtus: “Lo conosco molto bene ed è un mio grandissimo amico con cui ho giocato per tanti anni in Nazionale. E’ una bellissima persona e con lui in campo mi trovo a meraviglia per cui se dovesse arrivare sarei davvero felice”.