Bologna, 31 agosto 2017 - Trentuno anni, un grande amore per la maglia azzurra e la voglia di conquistare qualcosa con l’Italia. Marco Belinelli, esterno degli Atlanta Hawks, ai prossimi Europei sarà l’unico "americano" sopravvissuto di una generazione – "la più bella di sempre" – che a dispetto delle promesse non è mai riuscita a regalarsi qualche giornata di gloria.

Belinelli, è lei la stella del gruppo?

"Cercherò di esserlo ma, soprattutto, vorremmo essere un gruppo di stelle".

La Nazionale più bella di sempre non c’è più.

"Forse eravamo i più belli e i più forti, però non abbiamo mai raccolto nulla. E’ il momento di darsi una mossa".

Lei è pronto?

"Stiamo scherzando, vero? Sono sempre pronto. Soprattutto per questa maglia, che sento mia. Non vedo l’ora di esordire nell’Europeo contro Israele".

Come sarà questa Italia?

"Avrà cuore, carattere, grinta. E tanta fame".

Il ct Messina?

"E’ il più carico di tutti. Alla fine dell’Europeo tornerà negli States, la sua avventura in azzurro, almeno per il momento, finirà lì. Lo vedo bello carico, come tutto lo staff tecnico. Come tutti noi. Ettore è a fine avventura con l’Italia. Lo stesso accade per altri compagni e poi anche il sottoscritto dovrà fare un po’ di valutazioni".

Lei ha vinto in Italia e negli States: cosa manca?

"Mi manca qualcosa con la Nazionale. Per questo dico che siamo più affamati".

Lei e Datome, il capitano, dovrete essere i leader del gruppo.

"Questo è un bel gruppo, che ha gerarchie ben precise".

Quali sono le avversarie più toste?

"Penso che Francia e Spagna abbiano qualcosa in più rispetto alle altre. Anche perché giocano insieme da più tempo. Sullo stesso livello metterei anche la Serbia. E per quello che concerne il nostro girone, direi che troveremo sulla nostra strada una rivale di spessore, qual è sempre la stata la Lituania".

Nei mesi scorsi la trade che, dopo una stagione alla corte di Michael Jordan, l’ha portata gli Hawks di Atlanta. Come immagina il futuro a stelle e strisce?

"Alt, qui si parla solo di Italia. Sono concentrato, notte e giorno, sulla Nazionale. Abbiamo un Europeo da giocare. Vogliamo farlo ai massimi livelli. Una volta conclusa questa avventura comincerò a pensare agli States, al mio ultimi anno di contratto. Prima, però, c’è solo la Nazionale. E’ così per me, è così per tutti i miei compagni".

Sembra davvero orgoglioso di far parte di questa spedizione.

"Siamo un buon gruppo. Questo è un aspetto palpabile. Lo si capisce anche dalla crescita che abbiamo avuto, dalle prime uscite a Cagliari a quelle attuali. E’ una squadra che difende, è un gruppo che attacca cercando di fare cose semplici, passandosi la palla".

Si può sperare in una medaglia?

"Sperare fa parte della vita di ognuno di noi".

Realisticamente quale sarà la posizione dell’Italia al termine di questo Europeo?

"Sinceramente non lo so, ma come abbiamo fissato delle gerarchie all’interno del gruppo, credo ci siano anche delle priorità da stabilire".

Da cosa partiamo?

"Dal primo confronto contro Israele. Penso sia molto importante partire con il piede giusto. Non sarà facile perché si tratta di una gara d’esordio, ci saranno mille emozioni, un pizzico di nervosismo. Però il nostro pensiero deve essere solo su quello. Poi, affrontato Israele, pensare alle gare successive, ma una per volta. L’obiettivo deve essere raggiungere la fase finale in Turchia".

E poi?

"Beh, se arriviamo in Turchia, come tutti speriamo, credo che questa Nazionale abbia la possibilità di divertirsi e divertire. Io ci credo".