Saint Etienne, 17 luglio 2017 –  Prima l’allenamento con i compagni, chiuso da un’impennata alla Sagan, poi la conferenza stampa. Se ne va così il giorno di riposo di Fabio Aru, prima di una settimana che, fra Alpi e cronometro, deciderà la classifica del Tour de France 2017. Al momento ristrettissima: quattro corridori nel breve spazio di 29 secondi non si erano mai visti. Non a caso il sardo dice che "la terza settimana di un grande Giro rappresenta una corsa a sé, si riparte come se fosse una pagina nuova".

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Prima di lanciare uno sguardo ai rivali: "Froome ha esperienza, ha una grande squadra e sa come si fa a vincere il Tour. Bardet ha la grande occasione ed è un attaccante. Ma attenti a non sottovalutare Uran, tiene bene sulle grandi salite, va forte a cronometro ed è già salito due volte sul podio del Giro, proprio come me".

Quattro i protagonisti, racchiusi in un fazzoletto: difficile fare previsioni. "Nessuno di noi sa esattamente come andrà, ma sono convinto che ci saranno grandi attacchi, secondo me ci proveranno specialmente Bardet e Uran. Alleanze? Possono esserci interessi comuni, ma solo la strada può dare indicazioni di questo genere, non si può parlarne a bocce ferme".

Alla strada dire anche come si comporteranno le rispettive squadre: tasto dolente, almeno per il sardo, che dribbla l’argomento con eleganza. "Sapete tutti quello che ci è successo quest’anno, con la tragedia di Michele Scarponi e una serie infinita di infortuni. Qui al Tour siamo rimasti in sette e daremo il massimo tutti insieme per arrivare il più in alto possibile. Ed è possibile".

Se è possibile per Aru, figurarsi per Chris Froome, che il Tour lo guida e sa come si vince. Dal britannico arrivano segnali di rispetto per la concorrenza ("Ogni rivale rappresenta un pericolo diverso"), giustificate da una classifica ancora apertissima: "Non mi sorprende che sci siano differenze così minime. Se ricordate, a Dusseldorf ero stato chiaro: questa è la più grande sfida della mia carriera. I rivali? Aru ha vinto il primo arrivo in salita, ha pagato qualcosa a Rodez ma nella terza settimana di un grande giro è sempre andato forte. Anche per Bardet è così e in più ha una squadra forte che lo sostiene. Mi hanno messo sotto pressione anche domenica... Uran, invece, continua a pedalare sotto traccia ma in vista della crono è l’elemento più pericoloso".

Ci vorrà, insomma, il miglior Froome: su questo, il britannico in giallo è assolutamente fiducioso. "Io sto sempre meglio, ho avuto una brutta giornata sui Pirenei e questo può capitare anche sulle Alpi. Ma sto bene, lo ripeto, e penso di poter dare il meglio in questa terza settimana".

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