Roma, 10 novembre 2017 - E' sempre stato molto stretto il rapporto di Peter Hammill con l'Italia. Una storia che inizia nei primi anni Settanta con la partecipazione dei Van Der Graaf Generator (la formazione di Hammill) agli appuntamenti rock nella nostra penisola. Ma il musicista inglese è stato sempre accolto con grande calore anche nella sua lunga esperienza solista. Per questo, a 79 anni appena compiuti, ha deciso di intraprendere un nuovo tour partito dall'Auditorium Parco della Musica di Roma e che toccherà Napoli (10 novembre), Terni (11), Chiari (13), Milano (14), Tolmezzo (15) e Livorno il 17 dove gli sarà conferito il Premio Ciampi speciale alla carriera.

La tappa inaugurale a Roma ha dimostrato come Hammill viva in simbiosi con le sue canzoni: al pianoforte e alla chitarra propone disegni semplici e complicati al tempo stesso. I suoi brani possono vivere in dimensione elettrica o acustica come il musicista ama proporli da qualche anno. Accordi, melodie, riff si inseguono gli uni con le altre lasciando il pubblico in un silenzio religioso per le quasi due ore di spettacolo. Pezzi vecchi e nuovi, tratti da un repertorio ricco, hanno entusiasmato gli spettatori. Tra i brani ricordiamo Curtain, Time Heals, The Lie - Bernini's Saint Theresa ("l'ho vista per la prima volta con i miei occhi", ha raccontato), Reputation, Charme Alone.

Certo la voce non è più quella dei tempi d'oro nel registro acuto.  Ma la sua classe resta altissima con una lezione sempre attuale. Inossidabile, e non è un aggettivo a caso.