Stoccolma, 12 maggio 2016 - All’Eurovision Song Contest è arrivato (finalmente) il momento di Francesca Michielin che, nell’attesa della sfida di sabato, già stasera offrirà un primo assaggio della sua canzone nel corso della seconda semifinale. Appena un minuto di esibizione (registrata), giusto per iniziare a muovere gli animi. Il countdown sotto al soffione simbolo di questa edizione riprodotto in versione gigante a Normalmstorg, Stoccolma centro, è arrivato infatti a “-2” e fra poche ore la griglia dei partecipanti alla fase finale di questa Champions League della canzone sarà completa.

Domani sera i magnifici 26 canteranno per le giurie e sabato, nel corso della maratona conclusiva, per il popolo del televoto. Il vincitore affiorerà dal combinato tra il voto delle giurie e quello del pubblico a casa. Fortissima come sempre fra le canzoni la presenza scandinava. Azerbaigian, Moldavia, Malta, Repubblica Ceca, Cipro, Bulgaria, Lituania, Norvegia, Georgia, oltre ovviamente alla Svezia, hanno tutti almeno un autore svedese. Quindi, eccetto l’eliminata Moldavia, sono tutti ancora in gara. Ma molti partecipanti hanno in un modo o nell’altro attinto, tanto per la scrittura delle canzoni che per la creazione del “visual” a specialisti del settore.

La favorita Russia, ad esempio, oltre ad avere fra gli autori della “You are the only one” di Sergey Lazarev il compositore e produttore degli Ace of Base, John Ballard, punta pure sulla formidabile messa in scena del greco Fokas Evangelinos, alla sua ottava esperienza agli Eurovision. Pure la Michielin per il suo set è ricorsa ad una specialista, Nicoline L. Refsing che ha lavorato per anni come creative director assieme all’ “architetto del rock” Mark Fisher, facendosi le ossa con Stones e U2 prima di mettersi in proprio. “Quello che conta in un lavoro come il mio è la visione” spiega la Refsing, che qui a Stoccolma cura pure l’esibizione dell’Australia, ospite speciale dell’Eurovision Song Contest per il secondo anno consecutivo. “Per questo ascolto una canzone anche trecento volte prima di mettere a punto un’idea scenica. Cerco qualcosa che abbia cuore e anima, una storia da raccontare al pubblico. Solo dopo posso iniziare a visualizzarlo nella mia mente. Sono stata contattata dallo staff della cantante italiana a fine febbraio, ho ricevuto l’incarico a metà marzo e ho conosciuto personalmente Francesca ad aprile; l’ho trovata fresca e sincera come le sue canzoni. All’inizio, ho ascoltato il testo in italiano di ‘Nessun grado di separazione’, poi ne ho studiata la traduzione. Quasi subito abbiamo iniziato a lavorare sull’idea che abbiamo portato avanti; un albero della vita in cui si ritrovino tutti gli elementi che Francesca ha inserito nel brano, a cominciare dai diamanti e dagli occhiali 3D. Lei ha apprezzato immediatamente l’idea e tutta la performance è frutto di un nostro dialogo continuo. C’è qualcosa in lei di davvero puro, innocente e in qualche modo divertito che ha catturato la mia attenzione. Ho cercato di infondere queste sue  qualità pure alla performance, per renderla più autentica possibile. Il Russo? Ha un ottimo set, ma non va dimenticato che l’Eurovision è un concorso di canzoni, non un videoclip di Mtv. E l’esibizione non deve tanto scioccare, quanto piuttosto trasmettere un sentimento”.