Halle, 21 ottobre 2017 -  Ogni volta che un’opera di Georg Friedrich Haendel viene recuperata gli appassionati di musica dovrebbero gioire. Il compositore tedesco infatti fu adottato dall’Inghilterra come autore di opere italiane prima di affrontare la forma dell’oratorio che gli ha dato la fama postuma. Dopo le rappresentazioni di Pisa (2015) e di Halle (2016), è uscito per l'etichetta Glossa in Cd il Catone, opera pasticcio di Haendel su libretto di Metastasio, riportato in vita dopo 300 anni dall’ensemble Auser Musici diretto da Carlo Ipata, che quest’anno festeggia i 20 anni di attività. L’opera del 1732 si basa essenzialmente sul precedente Catone in Utica di Leonardo Leo, che Händel aveva ascoltato qualche anno prima a Londra e di cui aveva una copia. La tecnica del pasticcio settecentesco era piuttosto frequente nel Settecento: si confezionava in questo caso una partitura operistica accostando arie di vari compositori tenute insieme da un recitativo. Oltre a Leo, le arie del Catone sono tratte dalla produzione di Johann Adolph Hasse, Nicola Porpora, Antonio Vivaldi e Leonardo Vinci.

Una prassi che permetteva di dare al pubblico (in questo caso di Londra) spettacoli sempre nuovi in un mondo musicale dove l'opera era la forma d'arte più popolare. Il disco, registrato dal vivo nella Konzerthall della Ulrichskirche di Halle si avvale di un cast formato da Sonia Prina (Catone), Riccardo Novaro (Cesare), Roberta Invernizzi (Emilia), Kristina Hammarstrom (Arbace) e Lucia Cirillo (Marzia). Ipata riesce a trasmettere il senso unitario del pasticcio voluto da Haendel: un'abile operazione per descrivere la storia del politico e avversario di Giulio Cesare. Lo fa grazie a una lettura attenta e sufficientemente brillante per valorizzare il lavoro dell'orchestra e dei cantanti. Una partitura antica che diventa modernissima e attuale grazie al mestiere di un musicista la cui produzione teatrale è spesso messe in secondo piano.