I tempi cambiano, le idee restano. Nel 2001, arrivato al governo, mi resi conto di una tensione che andava oltre il valore delle persone, attraverso schematismi e contrapposizioni manichee. Si trattava del bipolarismo. Noi eravamo «fascisti». In un incontro con Alain Elkann e Massimiliano Fuksas pensai di erigere un museo dell’olocausto e del mondo ebraico a Ferrara. Presentai la proposta al consiglio comunale, ottenni l’unanimità. La contrapposizione era incrinata. Poi Dario Franceschini, per rendere l’iniziativa politicamente concorde, trasformò la proposta del governo in un ddl a sua prima firma. Oggi, dopo 16 anni, quel museo, il «Meis», si è realizzato e porta Ferrara al centro del mondo, con una storia di gloria e di dolore: quella degli ebrei in Italia.

@VittorioSgarbi