Royal Oak, Laureato, Portoghese, Reverso e Master Control, Speedmaster, Luminor, Calatrava, Nautilus e Aquanaut, Daytona – e tanti altri della stessa casa, come Submariner, Sea-Dweller, Gmt-Master, Explorer, Day-Date e Datejust –, El Primero, Superocean e Navitimer, senza dimenticare Octo, Santos e Tank, Altiplano, Monaco e Carrera, Patrimony e Overseas, eccetera, eccetera… Questo lungo elenco, ovviamente non esaustivo e un po’ casuale, non è soltanto la lista dei modelli più celebri e riconoscibili dell’orologeria di alta gamma moderna e contemporanea, è una sorta di indice di vere e proprie icone che paradossalmente potrebbero vivere al di fuori del marchio che compare – di solito – a ore 12 sul loro quadrante e che con intelligenza, fortuna e bravura, a suo tempo, li ha messi sul mercato. Non è un’esagerazione. Se si chiede a un non appassionato di orologeria meccanica di nominare il nome di qualche casa orologeria, molto spesso, accanto ai reali brand più conosciuti, sentiamo pronunciare uno dei modelli sopracitati, in primis Daytona, che, invece, lo diciamo ovviamente per i non appassionati, è uno dei modelli più richiesti e desiderati di Rolex, indiscutibilmente la realtà numero uno del settore alto di gamma meccanica per produzione annua e non solo (Rolex, vale la pena ricordarlo, è per il secondo anno di fila il marchio più famoso al mondo per l’autorevole Reputation Institute).
Quindi riconoscibili e di successo. E siccome la regola “squadra che vince non si cambia” vale anche in orologeria, per questo motivo, più o meno, sono anche immutabili nel corso del tempo.