SONO i vigneti più settentrionali d’Italia. La Val Isarco è una nicchia di alta qualità nel territorio altoatesino. Le vigne stanno su pendii terrazzati ad altitudini fra 400 e 850 metri, con punte a 950. Pendenze medie dal 30 al 70 per cento, ma anche oltre. Quindi è viticoltura eroica quella dei 18 soci della cooperativa Eisacktalwein che lavorano manualmente 360 ettari di vigna. Le due strutture di dimensioni maggiori sono la Cantina Valle Isarco e la storica Abbazia di Novacella. Nella valle (lunga 80 chilometri) coesistono diversi microclimi che permettono di coltivare vari vitigni a bacca bianca: müller, riesling, kerner, sylvaner, gewürtztraminer, pinot bianco e pinot grigio. Ma nelle zone più a sud, vicino alla città di Bolzano, c’è spazio anche per la rossa Schiava. Quando nel 1142 il beato Hartmann fondò l’Abbazia di Novacella, nella conca di Bressanone la viticoltura era già praticata da tempo. Ancora oggi i canonici agostiniani reggono i destini del convento e conducono una delle più antiche cantine attive del mondo. Clima fresco, forti escursioni termiche, terreni ricchi di minerali, altitudine tra 600 e 900 metri, tutto concorre a dare sapidità, aromi e freschezza ai bianchi dell’abbazia tra cui svettano Sylvaner, Kerner e Gewürztraminer. I rossi vengono invece dai terreni più a sud: il Lagrein dal podere bolzanino di Mariaheim; Schiava Gentile, Pinot Nero, e Moscato Rosa dal podere Marklhof di Cornaiano/Appiano. Il sylvaner è uno dei portabandiera della casa. La versione base 2016 al naso vibra di frutta bianca; al palato è bello tonico, minerale, persistente. In enoteca a 11,50 euro. La selezione Praepositus a 15,70. Sylvaner 2016, Abbazia di Novacella. Info: www.abbazianovacella.it