Le radici della vite, infatti, in assenza di pioggia si spingono in profondità attestando un buon grado di resistenza delle piante a climi estremi e produzioni a più altro grado zuccherino. Ma tra i filari, in vista della vendemmia, da Nord a Sud i viticoltori fanno anche i conti con i danni della gelata di aprile da una parte e delle fioriture precoci dall’altra. «Annata difficile la 2017 – afferma Marco Fizialetti, responsabile vendite di Castello di Querceto, Greve in Chianti – anche se la situazione al momento non è critica. Certo non dovesse piovere da qui a settembre potremmo entrare in una fase complicata».
«IN UNA SITUAZIONE come l’attuale è stata davvero preziosa l’attenta gestione del verde – per Paola De Blasi, responsabile di produzione a I Veroni, Rufina – con costanti cimature. I giochi sono tutti da farsi ed è difficile prevedere se la vendemmia rispetterà i suoi tempi, per ora possiamo solo sperare che i bellissimi e numerosi grappoli che riempiono le nostre vigne trovino le riserve idriche necessarie per invaiatura e maturazione fenolica». Anche dalla Puglia arrivano segnali buoni. Secondo il Consorzio del Primitivo di Manduria l’anna sarà ottima. «Le temperature alte – dice Roberto Erario presidente del sodalizio – hanno generato un lussureggiamento vegetativo che porterà alta gradazione. L’acino da verde diventa rosso rubino. Sarà un 2017 da record». Ottimista anche Fabrizio Lazzeri, tecnico di Tenute Silvio Nardi, a Montalcino: «Le nostre vigne stanno reagendo bene – precisa – perché insistono su terreni profondi, provvisti di buone riserve idriche. La maturazione è in anticipo, i vinaccioli sono già in fase di indurimento ed il diradamento dei grappoli in atto. Presumibilmente l’anticipo sarà di circa 10/15 giorni». Al Nord la situazione è diversa, in Alto Adige ad esempio a inizio luglio varie precipitazioni hanno assicurato ai terreni un buon apporto idrico. Dice il duo Gerhard Sanin e Andrea Moser, rispettivamente agronomo ed enologo di Cantina Kaltern: «La vigoria generale delle viti va da moderata a normale, sicuramente un buon segno dal punto di vista qualitativo. Tutte le carte sono in regola per un’ottima vendemmia ma solo quando l’ultimo grappolo sarà in cantina potremo affermarlo in modo certo».

PRODUTTORI UNANIMI: favorita l'alta gradazione "anche se un po' di acqua prima di settembre servirebbe".
PER IL TRENTINO parla Anselmo Guerrieri Gonzaga di San Leonardo: Il problema siccità non ha interessato le nostre vigne, l’uva è molto bella e perfettamente sana, anche grazie alla conduzione biologica che si sta rivelando preziosa nello sconfiggere la peronospera, molto insidiosa quest’anno nella nostra regione». Aggiunge Matteo Moser, enologo di Moser Trento: «Al momento la vendemmia 2017 per il Trentino si prospetta molto buona, con corretto equilibrio qualitativo e quantitativo».