NELLA MITOLOGIA del food romagnolo non ci sono solo piadina e sangiovese, c’era anche il pesce azzurro. Anzi il binomio «pesce & sangiovese» sta nella tradizione enogastronomica riminese: il pesce azzurro veniva accompagnato dal vino rosso del territorio. Il rosso (non il bianco) era il vino della tradizione a Rimini, e in tutta la Romagna, e contribuiva ad alleggerire la digestione di pesci come tonno, alici, sgombri, ecc. Adesso nelle carte dei vini di ristoranti e hotel della Riviera dominano i bianchi, quasi sempre di altre regioni. Intelligente e opportuna quindi l’iniziativa della cantina Le Rocche Malatestiane (gruppo Cevico) di costruire un progetto «Terre del sangiovese riminese» selezionando i vigneti con le condizioni di esposizione, di suolo e clima. Da tre diverse zone di vigneti sono nate 3 bottiglie di Sangiovese superiore. Il potente e sapido Sigismondo (colline di Rimini, Riccione e Coriano), l’elegante I Diavoli (zona San Clemente-Gemmano-Montescudo), il fine e delicato Tre Miracoli (zona vigne alte di Verucchio-Torriana-San Paolo). E proprio quest’ultimo è stato proposto alla ristorazione di pesce per le sue caratteristiche di freschezza e buona acidità. Puntando su identità e territorio il sangiovese romagnolo ritrova il suo stile (anzi i suoi ‘stili’) , confermando di essere un grande vitigno, con capacità di adattamento ai diversi terreni, in grado di catturare ogni aspetto del suolo e del clima, senza mai perdere il carattere. I tre sangiovesi in enoteca a 10,50 euro. TRE MIRACOLI 2016 , Rocche Malatestiane Info: www.lerocchemalatestiane.it