Milano, 15 ottobre 2015 - Allo studio da parte del ministero della Salute una possibile ordinanza sull'obbligo dei vaccini per chi va a scuola. La notizia arriva dal congresso nazionale della Società italiana di Igiene (Siti) in corso a Milano per bocca del direttore generale Prevenzione al ministero della Salute, Ranieri Guerra. La petizione lanciata una settimana fa sulla piattaforma Change.org diretta al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per l'obbligatorietà delle vaccinazioni nelle comunità scolastiche - e che in pochi giorni ha già raccolto oltre 22.500 firme -, sembra aver prodotto i primi risultati. L'ipotesi è al vaglio, mentre sono in corso colloqui sindacali sull'idea di togliere la convenzione col Sistema sanitario ai medici che sconsiglino le vaccinazioni, perché 'infedeli' verso il Ssn, ha confermato oggi Guerra in conferenza stampa.

Il provvedimento non sarebbe dunque il solo che il ministero ha in mente per garantire un'informazione corretta sulle vaccinazioni, in un momento in cui si scende sotto la 'soglia-rischio' del 95%Un'altra iniziativa presentata oggi a Milano è un decalogo sul 'futuro delle vaccinazioni in Italia'. A illustrarlo è stato il presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi insieme a Roberta Siliquini, presidente del Consiglio superiore di sanità, sempre a margine del congresso Siti. Un decalogo "che fa parte integrante - ha sottolineato Siliquini - del piano vaccinale italiano presentato al Ministero già nello scorso giugno e di cui si sta discutendo in questi giorni, ma che è stato stralciato e presentato oggi per sottolinearne l'importanza". 

Nei dieci punti sono contenuti i principi guida dei vaccini, a cominciare da sicurezza, efficacia, efficienza, organizzazione. Al quinto posto l'etica: perché "la diffusione di informazioni non basate su prove scientifiche da parte di operatori sanitari è moralmente deprecabile, costituisce grave infrazione alla deontologia professionale oltre che essere contrattualmente e legalmente perseguibile". Il sesto punto: la formazione, a voler annunciare che la vaccinologia deve essere inserita all'interno dei corsi universitari e anche fra gli obiettivi della formazione continua per tutta l'area sanitaria. I servizi sanitari sono poi chiamati anche all'informazione dei cittadini e a proporre strategie vaccinali che impattino significativamente su patologie gravose per la società. Quindi alle vaccinazioni devono essere dedicate risorse economiche e organizzative stabili, mentre va periodicamente valutato anche con studi indipendenti l'impatto di un intervento vaccinale in termini di salute di una popolazione. Infine, il punto 10, secondo cui deve essere favorita la ricerca e l'informazione scientifica indipendente sui vaccini.