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IL RIMEDIO NATURALE

Mare e vento contro stress e ansia
Tra gli italiani cresce la voglia di vela

Gli psicologi: "Desiderano timonare la loro vita anzichè navigare a vista". Nel 2007 i tesserati alla Federazione italiana vela sono aumentati del 7%, trend doppio rispetto agli anni precedenti Commenta

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Roma, 3 maggio 2008 - Mare e vento per sconfiggere lo stress, allontanarsi dalla confusione della città, liberare la mente dai problemi di lavoro e il cuore dalle pene d'amore. Gli italiani si scoprono velisti, tant'è che nel 2007 sono addirittura raddoppiati i nuovi tesserati alla Federazione italiana vela (Fiv). Gli abitanti della Penisola salgono in barca e si abbandonano al vento soprattutto per combattere stress, depressione e ansia legati alla vita di ogni giorno. "E affrontano il mare - spiega Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiana di psicologia (Sips), nonchè vicepresidente dell'Associazione 'Mare aperto' - perchè desiderano timonare la loro vita anzichè navigare a vista".

 

Ed è così che tra gli italiani cresce la voglia di vela. I tesserati alla Fiv - fa sapere la stessa Federazione italiana vela - sono aumentati del 7% nel 2007, mentre negli anni precedenti il tasso di crescita delle iscrizioni si aggirava tra il 3 e il 5%. "Decidono di dedicarsi a questo sport nonostante le ristrettezze economiche che ormai interessano sempre più connazionali - conferma lo skipper Massimo Bruschini - e i più lo fanno proprio perchè desiderano evadere, e questo sport è sicuramente una delle strade migliori per farlo. In molti ammettono di essere stati consigliati da uno psicologo, e in mezzo al mare si sottopongono a una vera e propria terapia".

 

E proprio di 'velaterapia' parla il presidente della Sips Lo Iacono, che è tra i fondatori dell'associazione 'Mare aperto' che ha l'obiettivo di 'curare' servendosi di onde del mare, vento, cime e vele da issare. "Finora abbiamo sperimentato la velaterapia su non vedenti, persone con disturbi psichiatrici, paraplegici - spiega Lo Iacono - e i risultati mostrano che questa è una strada estremamente promettente, perchè, tra le altre cose, consente di rinforzare l'io, facendoci sentire più autonomi e sicuri delle nostre capacità".

 

Non solo. "Fare vela - prosegue Lo Iacono, velista dal 1980 oltre che psicologo - significa mettersi in gioco, affrontare i pericoli, rapportarsi a un gruppo, fronteggiare le avversità assumendo piena consapevolezza delle proprie risorse fisiche e mentali. Dare sfogo alla propria creatività, prendere decisioni che possono incidere su un intero gruppo. Vuol dire, inoltre, relazionarsi agli altri ma cullarsi anche nella solitudine, e staccare completamente dai propri problemi perchè navigare richiede estrema concentrazione".










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