Roma, 26 gennaio 2016 - La storica visita del presidente iraniano Rohani a Roma ha, tra l'altro, provocato un cambiamento non indifferente nei musei capitolini: alcune statue di nudi sono state censurate con pannelli bianchi su tutti e quattro i lati.

La copertura sarebbe stata decisa come forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana. Tanto che durante le cerimonie istituzionali non è stato servito nemmeno il vino. Un atteggiamento molto diverso da quello tenuto, a novembre, dal presidente francese Hollande, che aveva rifiutato di togliere il vino dalla tavola imbandita.

In ogni caso la storia delle statue coperte o spostate per far piacere al presidente iraniano non è scelta da passare inosservata: E anche su su Twitter e Facebook - com'era da aspettarsi - fioccano domande e considerazioni. Molri, come Dino Serpe, postano su Twitter anche foto di bellezze architettoniche in giro per l'Italia: nude come artista le fece.

Nella maggior parte dei casi, ovviamente, la polemica va oltra la decisione di coprire le statue o non servire vino. Così il popolo della rete sensibile alla violazione dei diritti umani si sta scatenando con post con l'hastag #DITELOaROUHANI:

C'è chi preferisce usare l'arma dell'ironia:

E chi si preoccupa per la visita di oggi di Rohani in Vaticano: 

LE DESTRE INSORGONO - Contro la censura delle statue nude insorgono le destre. Matteo Salvini attacca su Facebook: "Renzi accoglie con tutti gli onori il presidente dell'Iran, lo stesso 'signore' che vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra. E magari domani Renzi farà il burattino alla Giornata della Memoria, per ricordare lo sterminio degli Ebrei... Renzi ipocrita e anche complice!". 

"La scelta di oscurare le nudità di alcune statue ai musei Capitolini - dichiara Fabio Rampelli , Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale - è degna del peggiore terrorista islamico. E' stata una decisione che offende la cultura occidentale, la supremazia dell'arte come veicolo di cultura e di libertà. È una vergogna sulla quale il ministro Franceschini dovrà dare chiarimenti. Chi deve sparire sono i dirigenti che hanno deciso di coprire le nostre opere d'arte che vanno immediatamente liberate di ogni ingombro".
Dal Parlamento gli fa eco il deputato di Forza Italia Luca Squeri: "La copertura delle statue dei musei capitolini per la visita di Rohani è una prova di zelo eccessivo e, per questo, non condivisibile. Il rispetto per le altre culture non può e non deve equivalere alla negazione della nostra. Questo non è rispetto, è annullamento delle differenze o addirittura sottomissione. Ed è la conferma che quando Renzi parla di identità e di integrazione lo fa a vanvera. Perché l'identità non si nasconde, e senza valorizzazione della nostra identità non ci può essere vera integrazione", conclude Squeri.

- Daniele Capezzone, ora deputato dei Conservatori Riformisti, irride alle scelte fatte dal foverno: "gli inchini e i balbettii della politica e delle istituzioni italiane verso l'Iran di Rohani restano imbarazzanti - scrive in una nota - Non basta liquidare in quattro secondi il tema dei diritti umani. E Israele minacciata? E la democrazia? E il primato di condanne a morte? E le minacce nucleari?. A tutto questo, si aggiunge un tocco di ridicolo: alcune statue nude nei Musei Capitolini che sarebbero state 'ricoperte' per non turbare l'ospite. L'Italia si riduce a questo? A non portare vino a tavola, sempre per non 'offendere'? Lo ricorderemo la prossima volta che sentiremo parlare di cultura come strumento per battere terrore e integralismo".