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È noto che Instagram non accetta contenuti sessualmente espliciti. Anzi, per l'esattezza si è scagliato più volte anche con il nudo artistico rimuovendo all'occorrenza foto e video in violazione dei termini d'uso del servizio. Si tratta di una pratica che la società, di proprietà di Facebook, condivide con molti altri concorrenti diretti e indiretti. Tutti i più grandi nomi del web e della tecnologia cercano di arginare la pornografia: Google la vieta sul suo circuito pubblicitario, ad esempio, Apple dalle app su App Store.È proprio per questo che la notizia dei giorni scorsi sulla presenza di oltre 1 milione di video pornografici su Instagram ha avuto una enorme risonanza sul web. Si tratta di un problema di certo non nuovo per la piattaforma di condivisione foto e video, che nel corso del tempo la società era riuscita ad aggirare vietando l'uso degli hashtag di base utilizzati per questi contenuti. Tuttavia c'è chi è riuscito a superare le restrizioni di Instagram utilizzando degli hashtag estremamente lunghi e complessi che l'algoritmo della società non riesce a riconoscere.Lo ha scoperto il blogger Jed Ismael, che ha rilevato tantissime immagini e clip sessualmente esplicite sul servizio che non venivano servite con alcun segnale d'avviso: "La lunghezza dei filmati è limitata su Instagram, ma non il loro effetto sulle generazioni più giovani", ha scritto Ismael sulla sua pagina web. "È molto probabile che bambini e ragazzi abbiano visto del porno su Instagram". La stima del milione proviene dallo stesso blogger, che è inciampato sui video semplicemente cercando l'hashtag #movies in lingua araba: ...