Roma, 28 novembre 2017 - S'infervora i dibattito politico sul biotestamento. A dar fuoco alle polveri è una frase di Matteo Salvini che nel dibattito sulla legge, ferma da mesi al Senato, interviene così: "Io più che del fine vita mi preoccupo della vita e a me piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo", dice il segretario della Lega interpellato in merito dai giornalisti. Parole che hanno subito scatenato la reazione del Pd, che punta a far approvare il provvedimento entro fine legislatura (con l'appoggio del Movimento 5 Stelle).

Salvini: "Fine vita? Mi preoccupo dei vivi"

 "Spero che chi oggi parla con sprezzo dei malati e delle loro famiglie recuperi un minimo di umanità e, anche se é contro la legge, si esprima con rispetto", bacchetta Debora Serracchiani dalla segreteria nazionale dem. La risposta del Carroccio non tarda: "Salvini non ha offeso nessuno. La squallida strumentalizzazione di Serracchiani su questioni cosi' estremamente delicate fa capire molte cose e lascia intendere il vuoto politico ed umano che accompagna queste figure", dichiara il capogruppo leghista alla Camera, Massimiliano Fedriga, che osserva: "Purtroppo il partito di Serracchiani vuole utilizzare il tema del fine vita per la campagna elettorale. Niente di più squallido".

Serracchiani: "Salvini disprezza i malati"

Ma la partita non è chiusa qui. "Salvini ha trovato il modo di insultare le persone che soffrono e le loro famiglie", incalza Francesca Puglisi (Pd), presidente della Commissione contro il femminicidio. Si fanno sentire anche i Cinque Stelle con un tweet di Alessandro Di Battista: "Il Biotestamento serve ai vivi. E' un diritto sacrosanto. Il Movimento 5 Stelle chiede la sua immediata approvazione. Si può fare in 24 ore!".

Salvini non fa marcia indietro: "C'e chi si occupa della buona morte io preferisco occuparmi della buona vita - insiste parlando con l'agenzia Agi -. Capisco che c'è chi si occupa della fine, io preferisco pensare al durante".

 E' stato lo stesso Renzi a indicare la legge sul testamento biologico tra i provvedimenti da approvare prima delle elezioni. E i dem al Senato stanno ipotizzando i possibili scenari per evitare incidenti in Aula: l'ipotesi della fiducia perde quota, mentre si parla di ricorrere a strumenti parlamentari, come il cosiddetto 'canguro' (che consente di votare gli emendamenti accorpando quelli in tutto simili) che aiuterebbero a velocizzare i tempi e, soprattutto a evitare l'ostruzionismo in Aula. Un'opzione fortemente contestata da Forza Italia

M5s: "Si passi ai fatti"

I 5 Stelle si dicono pronti a votare a favore del testo: "M5s c'è, si passi dalle parole ai fatti", afferma Roberto Fico. Idem Mdp, che precisa: "Non c'è un'alternativa tra ius soli e biotestamento. E' improponibile scegliere tra una cosa e l'altra. Ci sono i tempi per approvare entrambe le leggi". Campo progressista avverte il Pd con Furfaro: "Chiediamo con forza al Parlamento di mettere subito al voto una legge di civiltà voluta e attesa da tutti gli italiani".