Roma, 26 ottobre 2017 - Via libera definitivo alla nuova legge elettorale. Il Rosatellum bis ha incassato l'ok anche dal Senato: il testo è stato approvato con 214 si, 61 contrari, un astenuto. Dopo il via libera di ieri ai 5 voti di fiducia chiesti dal governo sui vari articoli del testo, il provvedimento, già approvato alla Camera, diventa definitivo. Il testo passa ora alla firma del Quirinale. Con la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventerà legge. Ieri la bagarre in Aula con tanto di gesto dell'ombrello e liti. La nuova legge elettorale è stata bersaglio di numerose critiche, sia sul merito del testo, sia sulla modalità di votazione. Da una parte le opposizioni hanno accusato il governo di abusare della questione di fiducia, dall'altro la maggioranza ha stigmatizzato le continue richieste di voto segreto. In prima linea sul fronte della protesta il Movimento 5 Stelle, con proteste di piazza, ed Mdp che ha anche formalizzato la sua uscita dalla maggioranza.

TEMPI RECORD - Un'approvazione a tempo di record per il Rosatellum bis: sono trascorsi esattamente 35 giorni - domeniche comprese - da quando il Pd ha depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il testo base. Era il 21 settembre. Da allora, un vero e proprio tour de force tra Camera e Senato per approvare la legge prima del voto siciliano e prima della sessione di Bilancio. Il governo, su richiesta del Pd, ha posto ben 8 questioni di fiducia: le prime tre fiducie sono state votate a Montecitorio, le altre cinque nel passaggio finale al Senato. Il Rosatellum bis è frutto di un accordo a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega. Ma via via si sono aggiunte a sostegno della riforma altre forze minori, prima fra tutte quella guidata da Denis Verdini.

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VERDINI - A rubare la scena in Aula è Denis Verdini. Il leader di Ala interviene in Aula rivendicando il voto determinante del suo gruppo: se oggi c'è una maggioranza e c'è un nuovo sistema di voto "è merito nostro". Non solo. L'ex braccio destro di Silvio Berlusconi si pone ufficialmente all'interno della maggioranza di governo e anzi fa presagire anche qualcosa per il futuro: "Dicono che è cambiata la maggioranza. Non è vero", scandisce in Aula, "noi c'eravamo, ci siamo e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura".

LE DICHIARAZIONI - Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, annunciando nell'Aula di Palazzo Madama, il sì del suo gruppo al Rosatellum, parla di "buona pagina della Storia della Repubblica".  Il ministro Marianna Madia definisce l'ok definitivo "un bel passo avanti necessario". Tweet eloquente del titolare dei Beni Culturali, Dario Franceschini. "Ora c'è una legge elettorale con collegi a turno unico che impone una coalizione. La destra l'ha già, noi dobbiamo (ri)costruirla in fretta". 

Parole dure, dopo le proteste vibranti di ieri, arrivano dal capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle: "Questa è la legge bunga-bunga, un'orgia di pluricandidati in cui l'utilizzatore finale è immancabilmente sempre lo stesso - dice Giovanni Endrizzi -. Siete la stessa banda, voi senza idee, senza programmi, ma con il medesimo progetto, mantenere le poltrone per continuare a sfinire e spolpare una nazione allo stremo". 

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Domande e risposte per capire nuova legge elettorale

E per chiudere, Alessandro Di Battista tuona: "Mattarella ha già firmato l'Italicum, legge su cui io stesso ho presentato pregiudiziali di costituzionalità: avevamo ragione noi. Mattarella non è il Vangelo si è già sbagliato una volta firmando una legge incostituzionale. Mi auguro la legga attentamente questa legge perché ha gli stessi vizi dell'Italicum". E aggiunge: "Se i presidenti sono diventati tutti pavidi è un problema loro. Il Presidente non è Gesù sceso in terra lo si può criticare".