Roma, 12 ottobre 2017 - Via libera al Rosatellum bis dalla Camera dei deputati con 375 sì e 215 voti contrari. Lo scrutinio segreto al voto finale sulla legge elettorale non ha affossato la riforma, nonostante il timore dei franchi tiratori. A favore, salvo alcune 'defezioni', si sono espressi Pd, Ap, Forza Italia, Lega, Civici e Innovatori, Psi, Minoranze linguistiche, Udc, Direzione italia, Ala-Scelta civica, Des-centro democratico. Hanno invece votato contro il Movimento 5 Stelle, Mdp, Sinistra italiana, FdI e Alternativa libera. Ora la riforma della legge elettorale passerà all'esame del Senato, dove la maggioranza è intenzionata a chiedere nuovamente al governo di porre la fiducia, con l'obiettivo di arrivare entro fine mese (o al massimo i primi giorni di novembre), all'ok definitivo. Il governo avrà poi 30 giorni di tempo per ridisegnare i collegi, come prevede la delega contenuta nel testo.

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FRANCHI TIRATORI - Tenendo conto delle assenze giustificate, dello scrutinio segreto e dei voti non favorevoli dati dai 'dissidenti' interni, alla maggioranza (che sulla carta aveva 441 voti) sono venuti a mancare 66 voti. Sempre sulla carta il fronte del 'no', invece, poteva contare su 164 voti. A cui si sarebbero potuti aggiungere i voti di alcuni deputati del Gruppo Misto che non avevano dichiarato le loro intenzioni. Visto che i voti contrari sono stati 215, gli oppositori della riforma hanno 'guadagnato' almeno 50 voti.

OK A SALVA-VERDINI - Nel pomeriggio la Camera, dopo un aspro confronto, ha dato pure il via livera alla cosiddetta 'Salva-Verdini', ovvero la norma che consente a chi risiede in Italia di candidarsi in una circoscrizione estera. I sì sono stati 372, i no 149. 
Duro l'attacco dei 5 stelle. Danilo Toninelli: "Termina la legislatura e magari c'è qualcuno che ha paura che qualcuno in divisa bussi alla porta. C'è qualche impresentabile che potrebbe avere problemi con la giustizia e avere bisogno dell'immunità parlamentare? Sì, c'è, e si chiama Denis Verdini. Ma vi rendete conto?". Per il Pd risponde Ettore Rosato:  "E' una norma giusta, che consente a un cittadino italiano residente in Italia di candidarsi all'estero garantendo lo stesso diritto che ha un cittadino italiano residente all'estero di candidarsi in Italia, è un principio di reciprocità".

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PROTESTA M5S - Dopo l'ok dalla piazza del Movimento 5 Stelle, fisiologicamente un po' svuotata dopo circa sette ore di manifestazione, si è levato il grido "buffoni". Beppe Grillo, atteso fino alla fine, ha disertato la piazza, ma in compenso sul palco sono saliti tutti i big del Movimento, da Roberto Fico e Luigi Di Maio. "Oggi tentano di ammazzarci coalizzandosi tra loro ma non ce la faranno. Il popolo italiano non può affrontare un'altra prova simile - ha urlato dal palco Alessandro Di Battista -. E' un dovere scendere in piazza e noi continueremo a farlo in modo pacifico". "Hanno la maggioranza in Parlamento, ma noi l'abbiamo nel Paese. Si sono ricompattati tutti contro di noi - gli ha fatto eco il candidato premier dei Cinque stelle -. Chiederemo pacificamente davanti al Quirinale che il presidente Mattarella non firmi questa legge vergognosa".