Roma, 29 marzo 2016 - Il 29 aprile sarà l'Internet Day, si festeggeranno i 30 anni dalla 'prima' connessione dell'Italia in Rete, avvenuta il 30 aprile 1986. A ufficializzarlo è il premier Matteo Renzi in un lungo post su Facebook dove annuncia anche il primo bando sulla banda ultralarga. Sempre sul social network, il presidente del Consiglio parla di ricerca ed energie rinnovabili. Lo fa postando la prima puntata del suo 'diario di bordo' del viaggio negli Usa. Spiega che visiterà a Stillwater, in Nevada, "la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo. Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze. Avete letto bene: la più innovativa del mondo è italiana. Merito di Enel e Enel Green Power". E ancora: "Il futuro dell'energia è innanzitutto la tecnologia: investire sulla ricerca, non aver paura del futuro e della scienza. Cose che Enel fa egregiamente, anche a livello globale. Chi teme la ricerca e l'innovazione è destinato a vivere nella paura. E perdere tutte le sfide del domani".

IL POST DI RENZI - "Il giorno in cui l'Italia scoprì Internet - racconta il presidente del Consiglio - è il 30 aprile 1986. Negli Stati Uniti governa da tempo Ronald Reagan, che qualche mese prima ha dovuto gestire la crisi di identità collettiva dell'esplosione in volo dello Space Shuttle due minuti dopo il decollo. In Unione Sovietica c'è Mikhail Gorbaciov, la cui perestrojka si trova ad un passaggio drammatico: il 26 aprile la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplode causando decine morti e un disastro ambientale di proporzioni immani. Le prime pagine dei giornali sono piene di articoli sugli sviluppi di quella notizia, quando nelle redazioni arriva il comunicato stampa più ignorato delle storia. Recita più o meno: il Cnuce, il Centro di calcolo elettronico del CNR di Pisa, è stato collegato per la prima volta alla rete Arpanet, la rete creata negli Stati Uniti per collegare i computer delle università, degli istituti di ricerca e degli enti militari. Arpanet è il papà di Internet e l'Italia è il quarto paese europeo ad essere collegato: dopo Norvegia, Regno Unito e Germania Ovest. Su questo neanche una riga si trova sui giornali dell'epoca. E non c'è un video a ricordare quel momento. E nemmeno una foto. Allora i telefonini per scattarsi un selfie non c'erano. Internet in Italia è stato il più grande 'buco' della storia del giornalismo italiano? Forse. Ma non è questo che conta adesso. Il 30 aprile 1986 vive ancora nella testa e nei cuori dei pionieri di Internet. Quelli che il collegamento alla rete di computer lo hanno immaginato, voluto e realizzato: su tutti, Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Blasco Bonito, che erano a Pisa il giorno del primo Internet-Day. Tutti uomini del CNR". "Il 30 aprile 2016 - dice ancora Renzi - saranno 30 anni esatti. E faremo un altro Internet Day. Tutti sono invitati a partecipare. Iniziando il giorno prima, venerdì 29 aprile, per coinvolgere tutte le scuole d'Italia. Quel giorno, infatti, assieme a Riccardo Luna e con il supporto degli 'animatori digitalì e la regia del MIUR, si faranno attività per approfondire il senso delle rete, le opportunità che ha creato e le competenze necessarie a difendersi dai pericoli. Lo stesso accadrà in tutte le regioni, con manifestazioni dedicate ai cittadini, alle imprese ed ai servizi della pubblica amministrazione, per creare con il livello centrale una forte sinergia con l'ampia rete di associazioni, enti e privati diffusa sull'intero territorio regionale. Il resto tocca a noi. Al governo. Ad aprile saremo pronti con il primo bando sulla banda ultralarga. Sarà il primo di una serie di bandi con i quali portare a tutti i cittadini entro il 2020 la connessione Internet ad alta velocità. Insomma, facciamo un Internet Day il 29 aprile: per celebrare tutti assieme il senso della rivoluzione che è iniziata 30 anni fa e per prendere l'impegno di colmare il divario digitale nei prossimi quattro anni", conclude 
Renzi.