Roma, 7 novembre 2017 - Ed eccolo Matteo Renzi all'atteso confronto (che non è più un confronto) a 'DiMartedì' su La7 dopo la batosta del Pd in Sicilia. Davanti a lui doveva esserci il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, ma il vicepresidente della Camera si vede solo sugli schermi presenti in studio. 

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E giù che Renzi comincia a sparare a raffica: "Sì, mi dispiace" che Luigi Di Maio abbia annullato il confronto in tv, perché "l'aveva chiesto lui, ma si è comportato in modo strano. Non è un modo serio", ha detto intervistato da Giovanni Floris. "Di Maio è il leader di un partito importante, ed è importante che non scappi. Potrebbe essere il premier: io mi auguro che non accada, ma se fai il premier non puoi usare questi metodi. Se ti chiama il presidente degli Stati Uniti, e mi è successo, e ti chiede 400 militari a Mosul, il presidente del Consiglio non può fare lo spaccone", dice Renzi. "O è una barzelletta, o ha fatto una figuraccia". E a Floris dice: "Suvvia, non lo difenda...". Se fosse stato presente in studio anche Di Maio, "gli avrei chiesto perché, visto che costantemente imperversa negli studi televisivi, ha partecipato al 30% delle votazioni: gli darei il 30% dello stipendio". 

Il futuro premier? "È una discussione sterile - dice il segretario - perché il potenziale premier lo decide il Parlamento e dico purtroppo, non essendo passata la riforma costituzionale... lo sceglie il presidente della Repubblica che dà un incarico". E poi: "Un nome per palazzo Chigi al mio posto? "Ce ne sono tanti. Uno si chiama Paolo Gentiloni e non è lì per caso...".

E incalzato, "Dovendo scegliere tra Berlusconi e Grillo? Tutta la vita il Pd, è il motivo per il quale credo che prenderemo il 40%". "Non ho mai parlato di barbari e non intendo farlo. Se i cittadini votano Berlusconi o Grillo noi li rispettiamo. Il centrodestra e Grillo sono però molto diversi dal centrosinistra. Il centrodestra si è affidato a Salvini più che a Berlusconi e credo sia un errore", aggiunge.

"Non credo che il Paese sia stanco e deluso, c'è tanta bella gente che vuole mettersi in gioco", continua commentando quanto detto oggi dal presidente del Senato Pietro Grasso. "Io da premier ho sbagliato nell'approccio: ho dato l'impressione di essere molto attento ai poteri importanti anche se davo tanta attenzione agli altri luoghi del Paese. Si può anche sbagliare, io invito chi non sbaglia mai. Quando ho sbagliato, sono andato a casa io. Ma 26mila persone mi hanno detto 'cambia idea'".