Roma, 5 dicembre 2016 - Referendum, il verdetto è arrivato. Gli italiani hanno respinto la riforma costituzionale. Era già chiaro dai primi exit poll, ora il risultato con la gran parte dei seggi scrutinati, non lascia dubbi: è trionfo del No. Non ha aspettato i risultati definitivi il premier Matteo Renzi per ammettere la sconfitta. Il presidente del Consiglio ha tenuto una conferenza stampa poco dopo la mezzanotte, come era stato annunciato, da Palazzo Chigi, a spoglio ancora in corso. Il popolo italiano "ha parlato in modo inequivocabile chiaro e netto", ha detto Renzi. "Sono fiero e orgoglioso dell'opportunità su iniziativa del governo che abbiamo dato ai cittadini di esprimersi sul merito della riforma", ha continuato. Poi l'annuncio delle dimissioni, come aveva promesso all'inizio della campagna elettorale: "L'esperienza del mio governo finisce qui". Ora la parola passa al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui il premier aveva telefonato prima della conferenza stampa. Domani Renzi riunirà il Consiglio dei ministri per poi salire al Colle.

RISULTATI - A urne chiuse gli exit poll avevano evidenziato da subito il vantaggio del No sul . Lo spoglio è ancora in corso, ma il risultato definitivo è scontato il No ha vinto con una percentuale intorno al 60%. La vittoria del No era stata indicata da praticamente tutti i sondaggi, ma il verdetto sul referendum costituzionale si prefigura ancora più netto di quanto previsto. Sopresa anche per l'affluenza, molto alta. Gli italiani si sono presentati in massa alle urne: ha votato il 68,48% degli aventi diritto.

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FOCUS / L'affluenza in Emilia Romagna, Marche, Toscana e Lombardia.

REAZIONI - Esultano i leader del fronte del No, a cui il premier, nel suo discorso (VIDEO), ha affidato "oneri e onori" del risultato elettorale. Canta vittoria Matteo Salvini e guarda già al voto: "Attendiamo rispettosamente la sentenza della Consulta, che speriamo arrivi presto. Ma al di là di qualunque scelta della Consulta siamo pronti a votare il prima possibile con qualunque legge elettorale", tuona il leader della Lega Nord. Gli fa eco Beppe Grillo, che esulta dal suo blog: "Evviva, ha vinto la democrazia. Questo voto ha due conseguenze: addio Renzi, e gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto". Dalla minoranza del Pd si fa sentire Roberto Speranza: "Oggi si è scritta una bellissima pagina di partecipazione democratica. L'Italia ha dimostrato ancora una volta di essere un grande Paese. Nel campo del No c'è stato un pezzo irrinunciabile del centrosinistra. Noi lo abbiamo rappresentato dentro il Pd. Il risultato che si preannuncia dimostra che eravamo nel giusto a difendere le convinzioni nostre e di molti militanti e cittadini del centrosinistra".

NEL MONDO - La vittoria del No e le conseguenti dimissioni annunciate da Renzi diventano immediatamente breaking news nel mondo. "Renzi si dimette dopo la dura sconfitta", scrive la Bbc. "Il premier lascia", titola anche il Guardian, mentre il Washington Post dà la notizia delle dimissioni dopo la "sonora sconfitta al referendum". Riportano in apertura le dimissioni di Renzi anche El Pais, The Telegraph e la Cnbc.

Financial Times

AFFLUENZA - Era un referendum senza quorum. Comunque il numero dei votanti aveva superato di gran lunga il 50% + 1 degli aventi diritto già prima delle 19, quando si erano recati ai seggi il 57,27%. A urne chiuse è ufficiale: gli italiani sono andati a votare in massa. Il dato definitivo parla di un'affluenza del 68,48%. Secondo quanto diffuso dalla Farnesina, all'estero ha votato il 30,89% degli aventi diritto. Numeri da record, se si confrontano con il referendum costituzionale del 2001, quando l' affluenza fu del 23,9%. Al referendum costituzionale del 2006 l' affluenza fu del 22,4%. Nel referendum sulle trivelle dell'aprile 2016 votò il 19,82% degli italiani all'estero, alle politiche del 2013 votò il 32,11%.

LE POLEMICHE - Con il voto si è chiusa una lunghissima e aspra campagna referendaria. Costellata di invettive, insulti e allarmismo. Culminata con le reciproche accuse dei comitati del e del No, di violazione del silenzio elettorale. Nello stesso clima di tensione e veleni si è svolta anche la giornata del voto. Con il picco raggiunto nella polemica scoppiata sui social a proposito presunte matite cancellabili usate nei seggi elettorali. Una denuncia partita su Facebook da  Piero Pelù ("Mi hanno dato una matita non indelebile") e con un post di fuoco di Matteo Salvini. Tanto che è dovuto intervenire il Viminale: "Tutto regolare, le matite sono indelebili". Polemiche anche per il siparietto del premier Matteo Renzi al voto nel seggio di Pontassieve: si è presentato senza documento.