Roma, 11 gennaio 2017 - La Corte Costituzionale boccia il referendum sull'articolo 18 ma la Cgil non molla la presa e annuncia che continuerà a impegnarsi per modificare le norme sui licenziamenti del Jobs Act. "La battaglia continua", commenta  Susanna Camusso alla notizia della sentenza della Consulta che ha dichiarato inammissibile il quesito sullo Statuto dei lavoratori, promuovendo invece quelli su voucher e appalti. La leader del sindacato fa sapere che la Cgil valuterà un eventuale ricorso alla Corte Europa "perché siamo convinti di aver rispettato le regole". 

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La Camusso parla di "pressioni sulla decisione della Consulta" senza precedenti e chiama "scelta politica" l'intervento del governo con l'Avvocatura dello Stato che nei giorni scorsi si era espressa sul referendum relativo all'art. 18 definendolo "surrettiziamente propositivo e manipolativo" e per questo "inammissibile".  

Intanto oggi "inizia la campagna elettorale", per i quesiti ammessi."Chiederemo tutti i giorni al governo di fissare la data in cui votare i due referendum", ha detto la segretaria durante una conferenza stampa.  

IL QUESITO BOCCIATO

SALVINI: SENTENZA POLITICA - Di "sentenza politica" parla apertamente Matteo Salvini. Una decisione "gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero".

BERSANI: ORA INTERVENGA IL GOVERNO - Plaude invece al pronunciamento dei giudici la nomenklatura del Pd. Lorenzo Guerini, vicesegretario dem, afferma di prendere atto "con rispetto e grande soddisfazione" della sentenza che "consente di proseguire, senza cesure, il percorso di riforma del mercato del lavoro, per migliorarne le condizioni nei confronti dei lavoratori rendendolo, nel contempo, più efficiente". Diversa la posizione della minoranza, capitanata da Pier Luigi Bersani:  "Adesso la palla passa al governo e al Parlamento che devono intervenire", commenta Bersani. Che scherza: "Ho sempre detto che se non un articolo 18, almeno un 17 e mezzo ci vuole". 

La questione ora si sposta in Aula: il 23 gennaio la Camera dei deputati discuterà la mozione di Sinistra Italiana che impegna il governo "ad adottare le opportune iniziative normative volte a dare seguito alle richieste contenute nei quesiti referendari promossi dalla Cgil, in relazione ai quali sono state raccolte oltre 3 milioni di firme".