Roma, 4 ottobre 2017 - Nervi tesi tra il sindaco di Roma Virginia Raggi e il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Il primo cittadino di Roma invia una lettera al membro dell'esecutivo in cui invoca più poteri in vista del tavolo di lavoro sulla crisi di Roma convocato al Mise per il 17 ottobre. Da tradursi in una "semplificazione normativa e amministrativa" e in un percorso che, completando la legge su Roma Capitale, "garantisca una dignità istituzionale adeguata alla capitale del Paese". E chiede quindi di allargare il tavolo ad altri rappresentanti istituzionali. 

Nel pomeriggio giunge una nota durissima di Calenda: "La situazione del tavolo Roma sta rapidamente superando la soglia del ridicolo", attacca il ministro. "Dal 21 settembre scorso - giorno in cui abbiamo inviato la prima lettera per l'avvio del tavolo - cerco di parlare con la sindaca di Roma in merito al lavoro preliminare da svolgere in vista della riunione fissata il 17 ottobre". Ad oggi, spiega ancora Calenda, "non sono ancora riuscito ad avere un contatto diverso da un sms di circostanza".  A questo punto, aggiunge, "ritengo urgente incontrare la sindaca nelle prossime 48 ore per verificare la reale disponibilità a proseguire nel percorso".

LA LETTERA - Nella lettera inviata a Calenda, la Raggi chiede dunque "dignità istituzionale" per la "capitale del Paese" così da favorire "un'azione diretta e piu' efficace dell'ente nei confronti di tutti i soggetti che operano sul territori". Quindi sottolinea sottolinea "l'opportunità di cooperare per il rilancio della citta' di Roma Capitale".

Nella missiva, la sindaca scrive che "le sfide che ci attendono e che a livello globale stanno investendo tutti i Paesi, ci vedono in prima fila sui temi della resilienza, dell'adattamento ai mutamenti climatici, dello sviluppo sostenibile, dell'utilizzo delle nuove fonti energetiche, dell'impiego intelligente delle tecnologie e del ruolo centrale delle città, come primi centri aggregatori delle comunità". La Raggi contesta l'impostazione data da Calenda al tavolo. Sottolinea "il forte bisogno che questa città sia destinataria di politiche di medio e lungo periodo non limitando il tavolo di rilancio a 'passi operativi a breve' come da Lei espressamente indicato nella lettera di invito". Perché, scrive ancora la Raggi, "le politiche che interessano la Capitale devono contemplare il 'Piano industriale per Roma', da Lei citato, ma non limitarsi a questo ambito circoscritto. Chi conosce Roma sa bene che un piano credibile deve estendersi necessariamente anche alla cultura, alla ricerca, ai servizi, all'arte e all'artigianato".

Per questo, conclude, "sarebbe opportuno, pertanto, estendere l'invito alla partecipazione al tavolo anche ad altri rappresentanti istituzionali e di categoria portatori di istanze positive". Tra i destinatari figurano anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la segretario generale Cgil Susanna Camusso, la segretario generale Cisl Annamaria Furlan, il Segretario Generale Uil Carmelo Barbagallo, il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello, il Commissario di Confcommercio Roma Renato Borghi, il presidente Confartigianato Roma Mauro Mannocchi, il presidente Cna Roma Michelangelo Melchionno e il Presidente Acer Niccolò Rebecchini.

CALENDA - "Siamo oltre il ridicolo". La replica di Calenda, affidata a una nota, è durissima. La riunione con la sindaca è stata fissata il 17 ottobre "prima data utile nella sua agenda, alla quale tutti gli altri partecipanti hanno dovuto adattarsi. A oggi non sono riuscito ad avere un contatto diverso da un sms di circostanza; continuo però a ricevere lettere sconclusionate sui più vari argomenti".

Mentre, prosegue il ministro dello Sviluppo economico, "tutte le altre istituzioni, a partire dalla regione e dalle associazioni si sono immediatamente attivate mettendo a disposizione idee, progetti, staff e tecnici, l'unico riferimento individuato dalla sindaca è il suo portavoce. A questo punto ritengo urgente incontrare la sindaca nelle prossime 48 ore per verificare la reale disponibilità a proseguire nel percorso individuato con il tavolo".