Roma, 12 novembre 2017 - "Non vogliamo un'altra Sicilia, non possiamo non fare di tutto per unire, nella discontinuità, per unire il centrosinistra": è l'appello del leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, che con queste parole apre i lavori di 'Diversa, una proposta per l'Italia'. Ovviamente l'appello è rivolto ai renziani: "Lo dico al Pd: l'idea dell'autosufficienza è un suicidio politico: non possiamo lasciare il Paese alla destra". 

Appello all'unità anche da parte di Walter Veltroni. "C'è il rischio, in questo processo di messa in discussione della democrazia in Europa, che la sinistra si divida, spacchi il capello in quattro e ci si odi gli uni con gli altri", dice l'ex segretario Pd a In mezz'ora in più. "Se c'è un momento in cui la sinistra avrebbe il dovere di comporre le diversità è in questo momento. Fare ora una campagna elettorale in polemica è aprire un'autostrada alla destra. Sono divisioni irresponsabili in questo momento storico", aggiunge. E ancora: "A Renzi ho sempre detto di cercare di includere, di accogliere anche quelli più lontani da te, accetta le osservazioni più dure perché così si sta in una comunità". Veltroni non risparmia una frecciatina agli anti-Renzi: "Poi mi colpisce l'acrimonia contro di lui, tutti dovrebbero capire che c'è un limite e questo limite è il nostro popolo". L'ex sindaco di Roma mette in guardia i suoi: "Ho l'impressione che la sinistra non veda l'effetto anni '30 che si sta determinando, la messa in discussione della democrazia come forma di governo". 

Se Veltroni fa da pontiere, da sinistra non arrivano aperture. Secondo la presidente della Camera Laura Boldrini "non ci sono le condizioni per una alleanza con il Pd". Da parte sua Pier Luigi Bersani nega trattative con il Pd in vista di un'intesa per le politiche: "Citando il noto filosofo, a leggere di questa 'grande trattativa' cado dalle nubi", twitta l'ex segretario dem riferendosi a un titolo di Repubblica.

PISAPIA - Il leader di Campo Progressista nel suo discorso cita Danilo Dolci, il Gandhi siciliano che voleva "tradurre utopia in progetto. Lui può essere uno dei nostri punti di riferimento".
La parola d'ordine sembra unire (il centrosinistra) nella discontinuità: "Qualcuno dice che è missione impossibile? No, sino all'ultimo giorno, dobbiamo provare". E aggiunge: "Non basta distruggere, bisogna costruire: non è tattica è buona politica". Poi spiega meglio la road map degli incontri: "La prossima settimana è importante. Lunedì c'è il Pd, poi Mdp, a tutti loro diciamo che non siamo per una deriva testimoniale. Ma agli amici del Pd diciamo che senza unità non si vince, ma senza discontinuità è il Paese che perde. Tutti diano delle risposte".
Quindi una frecciatina ai dem sul Rosatellum: "Il Pd è responsabile di questa legge elettorale che abbiamo combattuto: avevamo chiesto poche cose ma ci hanno risposto picche". E ancora: "Il Pd smetta di guardare a destra e a centrodestra, guardi a sinistra: non ci può essere alcun cammino per chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci possa essere spazio per un nuovo o un vecchio centrodestra". 

BOLDRINI - "Di fronte a tante espressioni di indisponibilità, allo stato attuale purtroppo non sembrano esserci i presupposti per un'alleanza con il Pd", dice Laura Boldrini, che giudica 'prematura' una sua candidatura e traccia poi una sorta di 'manifesto' sui temi di lavoro, diritti e ambiente.
"Il lavoro, il welfare vanno riconsiderati, ma non è tagliando i diritti ai disabili o ai lavoratori che ci rimetteremo in carreggiata - dice nel suo intervento - Basta con i palliativi, i bonus a pioggia e gli sgravi a tempo. Gli incentivi devono essere strutturali e non elargiti come oboli". E ancora:  "Parità reale tra uomo e donna, perché' se le donne vanno avanti, va avanti tutto il Paese. Investimenti su arte e cultura, la nostra maggiore risorsa, e per la messa in sicurezza del Paese per dare risposte agli abitanti del centro Italia. Ma soprattutto investimenti pubblici per contrastare il cambiamento climatico e creare lavoro di qualità".

CUPERLO - Sull'appello all'unità Gianni Cuperlo sottolinea:  "Vedo le ragioni di chi ha scelto di abbandonare il partito nel quale milito e capisco i sentimenti di una parte di quel popolo, ma il compito dei gruppi dirigenti è indicare una prospettiva -  sottolinea - Pisapia ha ragione,  il suo appello (all'unità del centrosinistra, ndr) deve uscire da questo teatro, lo sosterrò con convinzione domani alla Direzione del mio partito". L'appello di Cuperlo è quello di "scegliere nei collegi figure in grado di ricucire la tela strappata".