Roma, 4 ottobre 2017 - Cresce la tensione nel centrosinistra. "D'Alema? Deve fare un passo di lato" perché "anche lui, come Renzi, è divisivo". Lo ha detto Giuliano Pisapia a 'Circo Massimo' su Radio Capital. "D'Alema - ha aggiunto - sa perfettamente che io sono a disposizione di un progetto unitario e invece lui continua a fare dichiarazione che dividono. Faccio un esempio: lui era favorevole che oggi non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all'aumento dell'Iva mentre io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso. Io sono dell'idea che chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna esser in grado di unire. Lo dico per tutti, anche per me". E ha sottolineato: "Anche Renzi divide, ma ha vinto le primarie con due milioni di voti, quindi bisogna uscire dai personalismi. Ci sono 3,5 milioni di elettori del Pd e di sinistra che non votano più. Renzi è stato divisivo sia all'interno che all'esterno del Pd, ma ha stravinto le primarie. Bisogna trovare un minimo di condivisione".

La replica di Mdp arriva attraverso il deputato Danilo Leva: "Basta con questi continui attacchi personali a Massimo D'Alema, il quale per altro si è trovato anche ieri concorde con la linea decisa autonomamente dai gruppi parlamentari di votare a favore dello scostamento di bilancio. Questa è una fase per noi delicata e Pisapia ha la responsabilità maggiore di favorire un clima unitario e costruttivo".

Interviene anche il deputato Mdp Arturo Scotto: "Giuliano Pisapia ha guidato la delegazione che ha incontrato Gentiloni portando avanti proposte condivise su sanità, pensioni e lavoro. Pisapia condivide l'orientamento deciso all'unanimità dai gruppi parlamentari che è stato concordato passo passo con lui. Le ricostruzione apparse oggi sono dunque totalmente infondate. Non condivido la dichiarazione di Pisapia su D'Alema che già dieci giorni fa aveva detto in un'intervista che la sua posizione era quella dei gruppi. Ha sempre sostenuto che si doveva votare lo scostamento di bilancio per evitare l'aumento dell'Iva. D'Alema quindi è totalmente in linea con i gruppi e Pisapia".

Intanto l'Aula del Senato ha approvato con 164 voti favorevoli, 108 contrari e nessun astenuto, la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def. "Il Senato approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. Un voto all'insegna di responsabilità e stabilità", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, commentando il via libera alla nota di aggiornamento al Def.  Via libera anche alla Camera con 318 sì e 135 i voti contrari.

Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha lavorato sotto traccia per puntellare l'area che sostiene il governo ma, obietta Gasparri: "Non c'è bisogno di alcuna opera di convincimento. Qui al Senato ne trovi quanti ne vuoi che votano con il governo. Nessuno vuole fermarsi prima del tempo, anche perché qui molti ci torneranno in gita scolastica...". Dunque la frattura a sinistra, con i bersaniani che hanno abbandonato l'Aula al momento della votazione del Def, così come alla Camera, non ha provocato particolari scossoni. "Il problema però - aggiungono fonti di governo - è che da ora in poi la navigazione sarà a vista, soprattutto all'interno delle Commissioni". In ogni caso al Senato questa mattina si registrava un clima da 'derby': da una parte gli esponenti di Mdp pronti a ribadire le distanze dal Def e a rilanciare la tesi delle 'mani libere'".

"I voti al Senato sul Def dimostrano in modo definitivo l'irrilevanza non solo politica ma anche numerica di Mdp",  twitta Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato. Ma Roberto Speranza, da Corriere Live, precisa: "Non faremo cadere il governo. Tra l'altro, non cade perché ci sono soccorsi che arrivano quotidianamente, come oggi quello di Verdini". E ancora: "Gentiloni è un elemento di discontinuità nel tono rispetto a Renzi ma - sottolinea l'esponente Mdp - il tono non basta: abbiamo bisogno di una discontinuità di merito a partire - ribadisce - dalla sanità pubblica".