Roma, 3 dicembre 2017 -  La nuova sinistra - che si chiama  'Liberi e uguali' - è nata oggi all'Atlantico. In un luogo affollato: fin dalla prima mattina all'Eur si è formata una lunga fila dei 1500 delegati per entrare nel palazzetto. Una folla (5mila persone, secondo gli organizzatori) che non riesce a entrare tutta e fa sorridere il leader e presidente del Senato Pietro Grasso: "La partecipazione è una bella cosa. Fa ben sperare", dice arrivando all'assemblea. 

FOTO / La folla dei delegati

Grasso, che ha chiuso i lavori prendendo la guida del nuovo soggetto, è stato accolto da un caldo applauso e una standing ovation: tutti in piedi i dirigenti, da Massimo D'Alema a Pier Luigi Bersani, e i delegati. E subito si materializza la foto di gruppo sotto il palco - Pietro Grasso (capolista in pectore della lista), Roberto Speranza (Mdp), Nicola Fratoianni (Si) e Pippo Civati (Possibile) - che Loredana De Petris si affretta a postare su Twitter.


L'INTERVENTO DI GRASSO - All'una in punto è la volta del leader, Pietro Grasso. Ed è accolto sul palco da una lunga standing ovation. "Che emozione, un'emozione grande - esordisce scusandosi con le migliaia di persone che sono fuori - Non ci aspettavamo questa bella adesione sin dal primo momento, grazie per la fiducia", aggiunge.
E poi: "Serve un'alternativa all'indifferenza e alla rabbia inconcludente dei movimenti di protesta - scandisce il presidente del Senato - alle favole bellissime che abbiamo sentito raccontare per decenni. Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. Una nuova proposta per il Paese. Io ci sono", dice dal palco.

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"Umiltà e assoluta determinazione. Non può avere successo un uomo solo al comando magari circondato da yes man. Ma io non lo sarò - promette - Noi diremo la verità. Lasceremo ad altri le fake news", aggiunge.
"Proveniamo qui da storie diverse per difendere principi nei quali crediamo. In questo momento deve prevalere lo spirito di servizio, la volontà di ritrovare un pezzo di Paese che deluso si astiene. Tocca a noi difendere valori in cui tutti si riconoscano: tasse progressive e parità di genere. Insomma una nuova idea di Paese e, per tutto questo, io ci sono".
"Se ci perderemo in sterili polemiche, tatticismi, non riusciremo ad affrontare le grandi sfide del domani: in troppi giocano sulle parole facendo leva sulla paura delle persone - spiega ancora il presidente del Senato - Perciò la nostra comunità si scopre più divisa, più frammentata, più debole e rancorosa. A parole sbagliate corrispondono politiche sbagliate. Serve un lavoro paziente, lungo e appassionato che non si esaurirà il giorno delle elezioni ma continuerà per una comunità coesa e solidale". 

Il discorso si fa coinvolgente: "Ho scelto ottimi compagni di viaggio, ma tanti altri arriveranno. Il nostro progetto è aperto e accogliente - promette Grasso - Costruiremo una nuova alleanza tra cittadinanza attiva, sindacati, forze intermedie". Poi una zampata al Pd sul cosiddetto 'voto utile': "L'unico voto utile è chi costruisce speranze portando in Parlamento i bisogni e le richieste della metà d'Italia che non vota. È questo il voto utile", scandisce. 

E facendo riferimento al blitz skinhead a Como: "Mi ha colpito la rabbia di quei quattro fascisti. Fascisti, diciamolo. C'è un'onda nera che monta. A partire dalle periferie delle nostre città. E allora è da lì che dobbiamo tornare, è da lì che dobbiamo ripartire". 
E la conclusione, in cui cita il nome della formazione politica: "Fare politica è un onore, non una vergogna - dice Grasso - C'è in gioco il futuro dell'Italia e questa è la nostra sfida: battersi perché tutti, nessuno escluso siano liberi e uguali, liberi e uguali, liberi e uguali". 

TUTTI PRESENTI - Nelle prime file ci sono tutti i leader: oltre a D'Alema e Bersani (defilato in sesta fila) ci sono Claudio Fava e Nichi Vendola, Vincenzo Visco, Gavino Angius, Fabio Mussi, Alfredo D'Attorre, Federico Fornaro, Miguel Gotor, Stefano Fassina, Loredana De Petris, Arturo Scotto.

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CIVATI - Il primo a parlare dal palco è il leader di Possibile: "Siamo diventati una squadra e mi piace immaginare che oltre a libertà e uguaglianza ci sia anche fratellanza. Il nostro progetto non è solo unire la sinistra, impresa titanica e mai riuscita, ma anche per cambiare l'Italia", dice Pippo Civati  alludendo al nuovo nome della lista. Civati ricorda le diseguaglianze sociali, che legge con metafora calcistica. "Non c'è solo il pianto di Buffon. Sono troppi i mondiali ai quali non ci siamo qualificati". E aggiunge: "Molti di noi siamo qui per una promessa tradita in una legislatura delle promesse tradite. La promessa di proteggere chi è precario. La promessa del non avere un solo al comando. Non è venuta molto bene. Loro sono già al lavoro. Stanno già preparando nuovi tradimenti. Ma noi questa volta li fermeremo", dice Civati citando Renzi, Di Maio, Grillo. E rivolto a Pisapia: "La coalizione del Pd è una coalizione da incubo. Dove c'è dentro di tutto. Minniti con Bonino. Merkel con i no euro. Giuliano dove c...ampo vai? Perché vai con Alfano che non vuole lo ius soli?".

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FRATOIANNI - "In un mondo dove le diseguaglianze si moltiplicano, la sinistra ha perso le parole e le idee. Ha perso la forza per dire 'basta'. Occorre invertire la rotta - dice Nicola Fratoianni dal palco dell'Atlantico - Negli anni della crisi ci hanno raccontato tante balle. A partire da quella per cui la colpa della crisi è di chi stava peggio perché ha vissuto al di sopra delle sue possibilità. Non è vero. E la crisi non tutti l'hanno pagata allo stesso modo. La grande, l'enorme maggioranza, ha visto perdere il salario, i diritti e il potere. E una piccola minoranza si è arricchita".

SPERANZA - "Costruiremo una storia importante tutti insieme - ha detto invece Roberto Speranza (Mdp) - "Il fatto che tu sei qui con noi ci rende forti, ci dice che siamo dalla parte giusta", ha aggiunto rivolto al presidente del Senato Pietro Grasso e ha sottolineato di "essere orgoglioso" della sua presenza. E ancora:  "Sono inaccettabili gli atteggiamenti di queste ore. Dobbiamo dirlo con fermezza, la posizione di Salvini è irricevibile. Ovunque c'è una piazza noi ci saremo. Ma non bisogna essere ipocriti: Salvini andrà al governo con Berlusconi e il Pd non può lanciare una manifestazione contro il fascismo e poi pensare di fare un governo con Berlusconi che si candida con Salvini che copre i fascisti", dice commentando le parole del segretario della Lega sui fascisti di Como e pure la mobilitazione antifascista indetta da Matteo Renzi il 9 dicembre.

L'AFFONDO DI RENZI - Ma ecco l'affondo di Renzi. "Bisogna capire se comanderà Grasso o D'Alema...", dice subito dopo il "dispiacere". Renzi ha ricordato che D'Alema ha attaccato altri leader nel passato: "lo ha fatto con Occhetto, con Prodi e Veltroni".