Roma, 30 ottobre 2017 - Il piano P (Pisapia) doveva essere il piano A, ma perde colpi. E così ecco che, dentro Mdp, si fa largo il piano G (Grasso): in pochi giorni ha preso così tanta quota che non solo entusiasma la platea («sono e resto un ragazzo di sinistra» ha detto tra gli applausi il presidente del Senato), ma anche i possibili compagni di strada di Mdp (Fratoianni di Sinistra italiana, i civici, Giustizia e Libertà). Poi, ci sarebbe sempre il piano B nel senso di Laura Boldrini: ieri la presidente della Camera era a Rimini, alla convention dell’area di Orlando, ma non suscita in Mdp gli stessi entusiasmi e simpatie di Grasso, anche perché è sempre stata vista come troppo vicina al Pd la ‘numero 2’ di Pisapia, pronta a candidarsi per suo conto.

Sono giorni di festa nazionale di Mdp a Napoli. L’atmosfera è tesa, elettrica: il tempo non aiuta, i dibattiti chissà. Mdp ora ha anche un movimento giovanile, si sta radicando bene sui territori. Un partito nascente cui manca solo il leader o meglio il federatore. I big di Mdp hanno a lungo pensato che potesse essere Giuliano Pisapia, che ha fondato, a sua volta, Campo progressista, ma le cose tra loro non vanno bene. I deputati delle due aree stanno nello stesso gruppo, ma si guardano in cagnesco, i rispettivi colonnelli se ne dicono di tutti i colori, le prospettive non sono mai in sincrono (allearsi con il Pd o con l’altra sinistra?) e le iniziative neppure. D’Alema chiama Pisapia «l’ineffabile avvocato» e lo detesta, ma ieri, nel respingere le suadenti offerte di alleanza di Franceschini e Delrio, ha assicurato che «il leader è lui», derubricando Grasso a «sgrammaticatura istituzionale». Poi l’annuncio: «Faremo liste di Mdp in tutti i collegi, non c’è più tempo, la sinistra va unita tutta». Speranza, che pure ci dialoga ore, mostra segni d’insofferenza. Se anche Bersani mollasse l’avvocato, l’avventura di Insieme sarebbe nata morta. Si vedrà. Intanto si dice che Pisapia, domani a Napoli per chiudere la Festa con Speranza, da Mdp sarà fischiato.

Ma se salta il piano A (Pisapia) Bersani, ha pronto il piano B: Pietro Grasso. Il presidente del Senato ha girato, negli ultimi mesi, molte feste di partito: Pd, Sinistra Italiana, Mdp. «Ovunque – spiega chi c’era – è stato applaudito quando ha detto che ‘valori e principi di sinistra sono inconciliabili con destra e centrodestra’». Nettare per le orecchie di Mdp e altri possibili alleati della Nuova Sinistra, non per il Pd, nel cui gruppo al Senato Grasso però siede. «Orfini lo ha attaccato a testa bassa – spiegano i suoi – e nessuno del Pd lo ha difeso. Il presidente non si è mai mosso dall’idea di un partito di sinistra, ma le porte del Pd ormai sembrano aperte solo per chi se ne va».

Grasso, ovviamente, continuerà a fare il presidente del Senato, specie nei prossimi difficili mesi, fino a che Mattarella deciderà di sciogliere le Camere. Quel giorno, però, potrebbe succedere che accetti una semplice candidatura o diventi leader di una forza di sinistra che – spiega chi lo conosce – «sia in competizione con il Pd oggi ma per collaborare con il Pd domani».

Se son rose, fioriranno, ma solo se appassirà il fiore di Pisapia.