Genova, 17 marzo 2017 - Beppe Grillo silura Marika Cassimatis - vincitrice delle 'Comunarie' a Genova con 362 voti online - e le dà il benservito con un post firmato e pubblicato alle 10 di questa mattina sul suo blog in cui comunica di "non concedere l'utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata Marika Cassimatis". La decisione era nell'aria già nelle ultime ore, ma ha comunque del clamoroso. La vicinanza della vincitrice del "Metodo Genova" a Paolo Putti e agli altri fuoriusciti dal Movimento non era andata giù ai pentastellati dell'ala Beppe Grillo-Alice Salvatore.

"Dopo l'esito delle votazioni di martedì - scrive Grillo sul suo blog - mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del Movimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017". Le accuse riguardano in particolare l'aver "ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del Movimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti, appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti". 

CASSIMATIS - "Apprendo ora che la mia lista, ancora fantasma in quanto non pubblicata, uscita vincitrice da una votazione democratica, è stata sconfessata da Beppe Grillo. Ne prendo atto". Scrive Marika Cassimatis sulla sua pagina Facebook. Commentando il provvedimento di Grillo ricorda che "ero già in campagna elettorale, il mio nome era già sul blog come candidata sindaco per Genova". Per cui, sottolinea, "quanto avvenuto lascia molto perplessi".

GUERRA TRA FAZIONI M5S - La Cassimatis, considerata più vicina ai movimentisti, aveva vinto a sorpresa le comunarie su Luca Pirondini, legato ai vertici del Movimento e alla consigliera regionale Alice Salvatore, riferimento di Grillo in Liguria sulla rete. Dopo il suo successo si era scatenata una 'guerra' tra le due fazioni