Roma, 12 ottobre 2017 - Forza nuova insiste e annuncia che il 28 ottobre, nel giorno dell'anniversario della storica marcia su Roma, ci sarà "la marcia dei patrioti". Sui social appare anche un orario e un luogo: alle 16 in piazzale Pier Luigi Nervi, all'Eur. Contro la marcia si era subito espresso il Viminale e la Questura di Roma non aveva parlato di autorizzazione. Nonostante ciò Forza Nuova ha diffuso i dettagli della marcia: "Il concentramento è fissato nello stesso luogo alle ore 15; il corteo partirà alle 16", precisano su Facebook. 

Ora il ministro dell'Interno Marco Minniti ha ribadito che non ci sarà né la marcia su Roma né altra manifestazione di Forza Nuova. "Con le motivazioni da me già espresse in Parlamento - afferma - ho già dato disposizione al questore di Roma di non concedere l'autorizzazione per la manifestazione promossa da Forza Nuova a Roma il prossimo 28 ottobre".

Forza Nuova però è decisa a sfidare il divieto. "Noi saremo comunque in piazza", ha replicato il segretario del movimento di estrema destra, Roberto Fiore, che rivendica il "tema costituzionale" del corteo, il diritto cioè "di criticare l'invasione e le continue discriminazioni anti-italiane". 

Un braccio di ferro che già lo scorso 20 settembre aveva spinto Minniti a un intervento ufficiale nel corso di un'interrogazione parlamentare. Il titolare del Viminale aveva sottolineato come la manifestazione "richiama in modo palese l'atto di nascita del regime fascista e la marcia su Roma". E, dunque "è evidente che una manifestazione così si porrebbe in chiaro contrasto con l'ordinamento giuridico che prevede alcuni fondamentali presidi di legalità: la legge Scelba vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista e punisce l'apologia del fascismo". Inoltre, aveva aggiunto il ministro, "la legge Mancino condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista". "Assicuro dunque - aveva concluso Minniti in Parlamento - che, ove venga comunicato formale preavviso della manifestazione, le autorità provinciali faranno le valutazioni necessarie tenendo conto di questo quadro". 

Anche l'Anpi, l'associazione partigiani, ha alzato la voce. "Lo Stato antifascista deve intervenire per bloccare la marcia su Roma. Non si tratta più di semplici boutade ma di un piano eversivo che va sconfitto", ha affermato il presidente romano dell'Anpi, Fabrizio De Sanctis. "Questo Stato dovrebbe essere pienamente antifascista, sorretto da una costituzione antifascista - spiega - Noi come Anpi abbiamo incontrato associazioni e partiti per organizzare una serie di iniziative ma lo Stato deve intervenire".