Roma, 18 settembre 2017 - Alla fine i nomi sono otto: Vincenzo Cicchetti, Luigi Di Maio, Elena Fattori, Andrea Davide Frallicciardi, Domenico Ispirato, Gianmarco Novi, Nadia Piseddu, Marco Zordan. Sono loro gli esponenti del M5S per i quali il movimento ha accettato la candidatura a premier e che si sfideranno in una consultazione on line tra gli iscritti. "Ringraziamo tutti coloro che hanno accettato la candidatura e hanno deciso di partecipare a questo importante momento della vita del MoVimento 5 Stelle", si legge in un post del blog di Beppe Grillo, che prosegue: "Coloro che hanno sottoposto tempestivamente una candidatura ritenuta priva di tutti i requisiti richiesti, potranno formulare osservazioni o fornire elementi integrativi a prova della sussistenza di detti requisiti entro le ore 15.00 di domani 19/9/2017".

Fra i big si è sfilato Alessandro Di Battista e anche Roberto Fico non è in corsa.

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ELENA FATTORI: STIMA PER DI MAIO - "La mia candidatura alle primarie per scegliere il presidente del consiglio in pectore del M5S è la mia messa a disposizione del Movimento, anche se ho immensa stima di Luigi Di Maio". Così la senatrice Elena Fattori, interpellata dall'Agi. "Pensavo - continua - che altri miei colleghi lo avessero fatto. Sarebbe stato bello avere una presenza massiccia di candidati". E su Facebook scrive: "Per candidarsi ci vuole sempre coraggio, cuore, passione, grande impegno. Io ho voluto metterci la faccia, come hanno fatto Luigi Di Maio e gli altri. Chi è nel Movimento 5 Stelle non usa queste votazioni per 'pesarsi' e organizzarsi in correnti interne, come fanno gli altri partiti. Semplicemente chi se l'è sentita lo ha fatto".

VINCENZO CICCHETTI, CANDIDATURA CONTRO - Vincenzo Cicchetti, 62 anni, è di Riccione. Il suo nome è il primo dell'elenco. "Ho deciso di candidarmi per sfidare Grillo e il suo Movimento perché la coronazione di Di Maio è uno schiaffo al Paese e ai nostri giovani", spiega Cicchetti. La sua carriera politica parte nel 2014 con la corsa alla poltrona di sindaco di Riccione. Si è fermato al 16,7% di preferenze e per tre anni è rimasto sui banchi dell'opposizione. I giochi si sono riaperti nel febbraio scorso quando la maggioranza dei consiglieri comunali ha deciso di dimettersi per fare decadere il primo sindaco di centrodestra della citta' turistica, Renata Tosi (che e' riuscita a farsi rieleggere nella tornata dello scorso giugno). Cicchetti non si è ricandidato alle amministrative per "differenza di visioni con l'attuale M5s", spiega. "Io sono rimasto legato a quell'idea di movimento che aveva Grillo nel 2011. Me la raccontò quando lo riaccompagnai a Bologna dopo un suo comizio a Rimini. Mi parlò di meritocrazia, uno vale uno e tutte quelle cose che in questi anni sono state messe da parte perché il leaderismo attuale è lo stesso degli altri partiti che abbiamo sempre criticato". Nel mirino di Cicchetti in particolare Di Maio: "Ci è stato imposto solo perché giovane e telegenico. Ma non possiamo presentarci con uno che non è laureato, non ha mai lavorato e non sa l'inglese". E a chi lo chiedesse: "Sono laureato in fisica e ho una mia azienda dall'88, e negli States ci sono stato tante volte per lavoro. Senza inglese non farei nulla". Questa candidatura è quindi l'ultima forma di protesta anche perché "chi è iscritto al sito non può uscire e ne ho approfittato per dimostrare che almeno qualcuno che si candida in democrazia c'è".

PROVOCAZIONE DI SAVIANO - La giornata è stata segnata anche dalla provocazione di Roberto Saviano. "Questa mattina mi sono svegliato con il desiderio di omaggiare Marco Pannella e la sua eterna capacità di sorprendere e sparigliare le polverose strutture della politica tradizionale - ha spiegato lo scrittore su Facebook -. Nel 2007 si candidò alle primarie del Pd ma fu escluso perché non soddisfaceva i requisiti richiesti dal neonato Partito democratico. Ebbene, approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S". E poi ha sottolineato: "Lo faccio anche per trarre il Movimento dall'impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara. Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al Movimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere)".