Roma, 11 gennaio 2018 - La notizia gustosa è che Berlusconi si schiera con Catherine Deneuve, sul tema delle molestie sessuali, quella politica è che sulla legge Fornero l'ex premier non è in linea con l'alleato Matteo Salvini: la legge non va abolita - dice nel salotto di 'Porta a Porta' - semmai riformata. E con questo il tema principale resta quello solito, delle tensioni all'interno dello schieramento del centrodestra. Il leader di Forza Italia insomma vuole correggere il tiro su alcuni proclami leghisti, dall'abolizione della legge Fornero alla flat tax.

LARGHE INTESE - E sulle possibili larghe intese col Pd? Anche in questo caso, le strade degli alleati di centrodestra  divergono parecchio: Berlusconi boccia - almeno ufficialmente - l'idea di un esecutivo di larghe intese ("Porterò il centrodestra al 45%"),  ma in caso di stallo post-elettorale non prevede un ritorno alle urne, come vorrebbero Salvini e Meloni.
Berlusconi parlando a 'Porta a Porta' non esclude un nuovo accordo con la sinistra, anche se solo "nel caso in cui quest'ultima accettasse di firmare il nostro programma. Se lo facesse accadrebbe in Italia quello che avviene in Germania". Poi in serata nuova la precisazione: "Nessuna disponibilità alle larghe intese". Staremo a vedere.

E se all'indomani del voto riprenderà a litigare con Salvini? Berlusconi è certo: "Salvini è una persona di assoluta responsabilità".

LA LEGGE FORNERO - E' forse la differenza più marcata con Salvini. Non va cancellata del tutto, per il leader azzurro. "Abbiamo approfondito l'argomento con i nostri economisti. Alcune cose vano mantenute come sono, come l'età per andare in pensione. Crediamo che sia corretto che salga, ma con il sistema contributivo vogliamo togliere ogni limite", è la linea di Forza Italia a proposito della richiesta di Salvini. In pratica, dice il Cav, la scelta non dovrebbe avere un limite: "Se uno vuole andare via a 50 anni - è la proposta - può farlo prendendo come pensione quello che ha versato fino a quel momento".

A distanza (ovvero nel corso della puntata di Quinta Colonna) Matteo Salvini replica a muso duro: "La Lega è l'unico partito che non ha votato la legge Fornero e mi diedero del matto - ricorda - Gli unici che hanno avuto il coraggio a dire di no siamo stati noi. Ora io voglio abolirla e per farlo devo andare al governo con chi l'ha votata. Come si fa? Facendo un accordo: l'alleanza si basa sull'impegno che se vinciamo, la legge Fornero va azzerata. E l'italiano è una lingua precisa".

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IL CASO-MARONI - Poi naturalmente ci sono altre tensioni anche all'interno della Lega, con il governatore lombardo Roberto Maroni che ha dato dello stalinista a Salvini. "Non mi aveva detto nulla del genere - risponde Berlusconi - mi aveva detto che voleva cambiare vita e per questo lasciava la politica". 

LA FLAT TAX - Berlusconi ha parlato anche di tasse, o meglio della flat tax "sotto il 20%" emersa come proposta dal tavolo del centrodestra. E corregge un po' il tiro: "Nei nostri conti - spiega - è il 23%, non so come stanno facendo i conti con gli alleati. Io penso che alla fine arriverà ad essere il 20, ma bisognerà partire da quello che è lo scaglione più basso della tassazione attuale, cioè il 23%". E continua: "I meriti della flat tax ovunque è applicata sono tanti. Comporta semplicità e sentimento di giustizia e consente che finisca quasi completamente l'evasione fiscale".

IL JOBS ACT - "Il jobs act è stato un aiuto positivo per molti, ma con l'introduzione delle misure da noi ideate non sarà più necessario", rivela poi Berlusconi. Quanto agli ottanta euro, "saranno ricompresi in quello che queste persone ricevono con il reddito di dignità", ha aggiunto.

M5S E SINISTRA - "L'Italia è cambiata, si è impoverita, ha una serie di problemi che la tengono lontana dallo sviluppo In Italia un partito ribellista come M5s ha raggiunto percentuali rilevanti e nel mondo si guarda a questa situazione con orrore", sottolinea poi Berlusconi.
Quanto alla sinistra, l'ex premier la liquida così: "Si è tirata via dalla sfida da sola, oggi la sfida in Italia è una sfida a due: da una parte i Cinque Stelle, dall'altra il centro destra liberale. E' normale che nel mondo si guardi con favore al centro destra e al suo coordinatore che è Silvio Berlusconi".