Roma, 20 marzo 2017 - Beppe Grillo torna sulla polemica della candidatura negata a Marika Cassimatis per le amministrative di Genova. 
"Una democrazia senza regole non è una democrazia, noi abbiamo le nostre di regole. Io da garante le faccio rispettare: chi non è d'accordo si faccia un altro partito", ha risposto seccato ai giornalisti a margine di un convegno sull'acqua in corso alla Camera, incolpandoli di avere "un po' di violenza nei miei confronti".

E il leader di M5S continua: "Non c'è un problema di metodo, il metodo è giustissimo, è tutto spiegato nel blog". Poi una stoccata alla Lega dopo il voto su Minzolini: "Si è fatta Casta e nella Roma dei Palazzi ci sguazza".

Una posizione che non poteva non suscitare reazioni. La Lega con Calderoli reagisce con un "non prendiamo lezioni da un pregiudicato", per Forza Italia "la democrazia è un concetto estraneo all'universo grillino", il Pd parla di feudalesimo, con il garante-despota che fa le investiture e caccia chiunque non sia d'accordo con lui. E Roberto Giachetti, che fu battuto dalla Raggi nella corsa al Campidoglio, scomoda Alberto Sordi e Monicelli facendo un parallelo tra i cognomi del leader pentastellato e del Marchese Del Grillo:

 

Da parte loro, gli esponenti di M5S si stringono attorno al leader. La senatrice Paola Taverna a domanda risponde: "Perché lo chiedete a me? Chiedetelo a lui. È Una decisione presa dal blog, ha parlato e a noi va bene così". Quanto a Luigi Di Maio, a Cartabianca della Berlinguer la spiega così: "Siamo la prima forza politica del Paese. Ci sono molte persone che vogliono salire sul carro dei vincitori. Bisogna stare attenti. Come ha scritto Grillo ci sono varie segnalazioni su dei candidati".

In serata cena all'hotel Forum per Beppe Grillo e Luigi Di Maio raggiunti dal deputato Giorgio Sorial. E Grillo, Di Maio e Sorial hanno successivamente lasciato l'albergo. "Siete meravigliosi", si è limitato a dire il leader M5s ai cronisti che lo aspettavano.

IL CASO PIACENZA - Una poltrona per due a Piacenza dove un avvocato, Rosarita Mannina, e un bancario, Andrea Pugni, si contendono la nomina a candidato sindaco del M5S. Entrambi hanno presentato le loro liste ai vertici del Movimento e aspettano la decisione su quale sarà la lista ufficialmente certificata dallo staff di Davide Casaleggio. Rosarita Mannina è avvocato, ha 63 anni, proviene dall'area liberale ed è stata assessore nella Giunta di centrodestra di Gianguido Guidotti dal 1998 al 2002 e poi candidata sindaco indipendente nel 2007. La sua candidatura è stata espressa da una parte del meet-up di Piacenza e al suo fianco c'è anche un ex ufficiale dei Carabinieri, il generale Riccardo Cioce, già comandante a Piacenza. Andrea Pugni, 46 anni, è invece un neofita totale della politica ed è stato scelto dai consiglieri comunali del M5S (e dagli attivisti a loro vicini) che stanno concludendo la loro esperienza amministrativa: Andrea Gabbiani, Mirta Quagliaroli e Barbara Tarquini. Direttore di banca, nessuna esperienza nei partiti, Pugni è entrato recentemente Movimento 5 Stelle. La rottura tra le due fazioni del Movimento di Grillo è avvenuta a Piacenza a dicembre del 2016 e a nulla sono valsi i tentativi di riconciliazione.