Siena, 8 ottobre 2017 - Era certamente uno dei pochi autorizzati a scrivere la Storia della Prima Repubblica. Grande libro di un grande giornalista. Franco Cangini ci ha lasciati la scorsa notte a 83 anni nella sua casa di San Gimignano che aveva eletto come luogo di riposo e di riflessione, poco lontano dalla Volterra di cui era originaria la sua famiglia.

Quella Repubblica, Cangini, nato a Pescara ma vissuto a Roma imbevuto della vita politica della capitale, l'ha raccontata, analizzata in mille e mille articoli sui nostri quotidiani e nel breve passaggio al Giornale di Montanelli di cui fu anche condirettore.  L'analisi e l'approfondimento di chi sapeva, conosceva, scavava. E traduceva in una forma elegante, scorrevole. Inimitabile. Che è andata via via affinandosi nel corso degli anni fino a fare di lui un assoluto numero uno. Punto di riferimento nel conoscere e nello scrivere. Unione piuttosto rara anche nel giornalismo dei decenni passati.

Dote che cercava di trasferire  senza salire in cattedra anche a chi lavorava con lui. Ai redattori del Carlino che diresse per due anni dall'85 all'87, e poi al Tempo di Roma che guidò dopo la parentesi al Giornale. Una guida elegante, ferma, ironica. Un direttore con la D maiuscola, esempio di rigore e di onestà intellettuale e personale, dall'approccio distaccato frutto di riservatezza, e forse anche di timidezza, che presto si trasformava in colleganza piena, capace di coltivare solo amicizia, ammirazione e rimpianti. Una eredità e un imprinting che ha lasciato al figlio Andrea, un altro Cangini ora direttore del Carlino oltre che del Qn.

Franco Cangini era conoscitore di politica a tutto tondo. Nazionale, ma anche internazionale. In particolare di ciò che accadeva nel turbolento calderone africano e nel bacino del Mediterraneo in cui aveva vissuto e in cui conservava importanti contatti.

Con lui si chiude un'altra pagina importante del giornalismo italiano, con il rimpianto che difficilmente ci saranno altre penne di altrettanto valore a raccontare le repubbliche che via via si sono succedute, balbettando, dopo la prima. Il saluto a Franco Cangini domani alle 15 nel Duomo di San Gimignano