Roma, 7 novembre 2017 - "Grasso leader ? Andrebbe da Dio". All'indomani delle elezioni in Sicilia, Pier Luigi Bersani fa il punto sullo stato dell'arte a sinistra. "Con i dem siamo a una rottura profonda che si risolve solo andando nel profondo", ammette, mentre liquida a "tatticismo" questo "dibattito sui candidati premier". E però, interrogato dai giornalisti risponde che "cerchiamo una persona che abbia un profilo civico e di sinistra" e che quindi, sì il presidente del Senato calzerebbe a pennello, in linea con la proposta di Giuliano Pisapia. E condivisa anche da Massimo D'Alema ("se effettivamente Pietro Grasso volesse partecipare a questo sforzo civico e progressista, la sua presenza sarebbe fondamentale", ha detto oggi alla direzione di Mdp. 

Il partito si stringe intorno all'ex magistrato, chiamato in causa Partito Democratico, nella fattispecie dal deputato Faraone che sull'onda dei primi exit poll siciliani (già chiari in merito al risultato), ha sparato a zero: "Micari - ha detto il dem -  ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp salvo poi tirarsi indietro"). Oggi  Matteo Renzi rettifica: "Nessuno - spiega nella sua Enews - ha dato la colpa a Grasso, neanche il sottosegretario Faraone che ha rilasciato la dichiarazione contestata da tanti. Si è solo detto che se Grasso si fosse candidato, come gli era stato chiesto, i risultati sarebbero stati diversi". Ma lo stesso presidente l'ha presa come un 'j'accuse' e ha risposto per le rime. 

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Bersani: "Alleanza col Pd? Per l'amor di Dio.."

Per Mdp, che oggi ha lanciato la proposta per "un'alleanza civica e di sinistra",  il voto siciliano è l'ennesima occasione per ribadire la distanza con i democratici (che nella suddetta allenza non sono inclusi). Anche in vista delle elezioni politiche 2018, un accordo sembra quantomai lontano. "Un'alleanza con il Pd? Ma per l'amor di Dio - incalza Bersani - Il Pd è in grado di chiudere un ciclo nei contenuti?". Del resto, "se facessimo una alleanza con questo Pd non ci seguirebbero gli elettori. Se Fava non si fosse presentato in Sicilia - rincara -, qualcuno pensa che i suoi voti sarebbero andati al Pd? 

Renzi però rilancia: "Già oggi siamo in coalizione. E siamo pronti ad allargare ancora al centro e alla nostra sinistra - scrive sulla sua enews -. Condivido a questo proposito le riflessioni di Dario Franceschini. Non abbiamo veti verso nessuno, noi". Alle politiche "se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno, possiamo raggiungere, insieme ai nostri compagni di viaggio, la percentuale che abbiamo preso nelle due volte in cui io ho guidato la campagna elettorale: il 40%, raggiunto sia alle Europee che al Referendum". 

Renzi: "Non mi metteranno da parte"

Poi l'autodifesa: "Dire che il problema sono io per il voto in Sicilia" significa "utilizzare ogni mezzo per togliere di mezzo l`avversario scomodo. Che poi è l`obiettivo di chi è contro di noi (...) Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta".

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