Roma, 11 gennaio 2017 - Ci è cascato di nuovo. Luigi Di Maio è scivolato ancora sul congiuntivo. A un anno dal triplo flop sui social (due su Twitter e uno su Facebook), il candidato premier dei 5 Stelle capitola ancora, e questa volta in tv. Intervistato ieri sera dalla trasmissione 'Primo Canale', Di Maio affronta il tema di un'eventuale consultazione per uscire dall'euro. "Ho sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull'euro", dice il pentastellato, sbagliando clamorosamente il modo della lingua italiana che a questo punto diventa un suo 'nemico storico'. 

E la gaffe non passa inosservata, innescando la reazione del web. Anche perché non è la prima volta che il leader grillino casca sul congiuntivo (qui sotto un video, tratto da Youtube, con una 'scivolata' sul palco davanti a un perplesso Di Battista). Si unisce all'ironia della Rete il deputato di Forza Italia Elio Vito. "Presto Di Maio proporrà di abolire pure il congiuntivo... ", scrive Vito su Twitter con l'hashtag #aboliamoqualcosa. Il riferimento è al topic lanciato sui social e divenuto virale in poche ore dopo che lo stesso Di Maio ha proposto una pioggia di abolizioni: ben 400 leggi da cassare e persino un sito www.leggidaabolire.it nel quale ci si prepara ad un lungo elenco di leggi a cui dare battaglia.

Tutti argomenti serviti sul piatto d'argento al banchetto casereccio dei social. La maratona parallela delle abolizioni partita dietro #aboliamoqualcosa è diventata trend topic su Twitter: una scure che si abbatte ironicamente sul "mignolo aperto quando si sorseggia il caffé", "gli zeri dell'Iban", "i semi nelle angurie", "il lunedì" e così via sviscerando tutti i fastidi, i piccoli vizi o gli odiosi refrain che generano l'orticaria nel quotidiano.