Bologna, 12 novembre 2017 - «A Berlusconi voglio pure bene, mi sta simpatico. Ma i moderati non possono stare con Salvini. E neppure con Grillo». Pier Ferdinando Casini, ieri a Bologna al Royal hotel Carlton per l’assemblea nazionale del suo movimento 'Centristi per l’Europa', con il ministro Gian Luca Galletti, (ospite anche il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan), ha sancito l’alleanza con il Pd. Il ragionamento è semplice: i governi Letta, Renzi e Gentiloni hanno lavorato, il Paese sta migliorando e i moderati sanno con chi stare. 
Nessun veto se Mdp dovesse accettare di allearsi con il Pd, tant’è che Casini invita la sinistra a riflettere, ricordando come «Bersani si sacrificò per il Paese sostenendo il governo Monti». Un’apertura ai bersaniani (e Pisapia) confermata da Galletti, purché non si tratti di un’accozzaglia. «Siamo aperti a tutti. E con Alfano possiamo intenderci, visto che è parte di questo governo...», dice l’attuale presidente della Commissione banche. 
Il leader di Ap, dalla sua, se la prende con «certa destra», non disdegna l’idea «di andare da soli» e attacca Berlusconi: «È stato Silvio a collaborare col Pd dai tempi del governo Monti e Letta. Poi ha cambiato idea lui, non noi che siamo rimasti dove ci aveva lasciato. E poi ha fatto il Patto del Nazareno. E ha fatto bene». Alfano fa anche una profezia: «Nessun tradimento, tra 5 mesi Silvio sarà nella stessa situazione di Ap». Ma, al centro, si sa, la galassia è variegata. E le divisioni superano quasi quelle della sinistra. 
 
Se dalle parti dei centristi di Casini si considera Alfano della partita, in Ap il mare è più agitato. La strada delle alleanze si scoprirà il 24 novembre alla direzione del partito, ma ci sono due strade aperte. «O andare da soli, o allearsi col Pd», spiega Fabrizio Cicchitto. Poi, certo, in caso d’intesa con i dem, l’idea di unirsi coi centristi di Casini c’è, «ma con un ruolo di rilievo, visto che noi al 3 per cento ci arriviamo», continua Cicchitto. Che dà già quasi per concluso l’asse coi dem per le Regionali del Lazio. Resta però il nodo di Maurizio Lupi che preferirebbe la corsa solitaria, mentre i lombardi di Ap (vedi Formigoni e Albertini) propendono per il centrodestra. Come se non bastasse c’è da risolvere la questione di Ala. Verdini entrerà nella lista centrista alleata con i dem? Casini nega: «Con noi non ha mai parlato». Infine, Riccardo Nencini (Psi) che pretende di fare chiarezza: «Il Pd convochi urgentemente un tavolo dove si discuta di un patto con gli italiani».