La febbre dei selfie contagia tutti, dai capi di stato, al papa, alla nonna. Sarebbe interessante chiedersi perché, ed è appunto ciò che hanno fatto quattro ricercatori appartenenti al Texas Tech University College e alla Brigham Young University, con uno studio sulle motivazioni psicologiche che ci spingono a ritrarci e a condividere le immagini che produciamo. I risultati possono sorprendere.

LA RICERCA
Pubblicato sulla rivista scientifica Visual Communication Quarterly, lo studio ha visto gli accademici americani condurre una ricerca di tipo quantitativo e qualitativo, esaminando volontari e sottoponendosi essi stessi a dei test per cercare di individuare quali sono gli archetipi psicologici e le motivazioni che portano le persone a fare autoscatti e a condividerli in rete. Il presupposto è che, se il selfie esiste fin da metà del diciannovesimo secolo, con gli strumenti digitali è diventato un fenomeno che eleva l'espressione di sé all'ennesima potenza, con importanti ricadute sociali.

I TRE TIPI DI SELFIE
Non si tratta di banale narcisismo, come si potrebbe pensare. Quello che ci spinge a riprenderci in ogni situazione è qualcosa di molto più complesso. Gli studiosi sono riusciti a stabilire tre tipologie di amanti dei selfie, in una sorta di ordine di coinvolgimento crescente: a utobiografi, comunicatori e venditori di se stessi.

Se l'ossessione per la propria immagine è sicuramente una componente della selfie mania, ecco che scopriamo come gli autobiografi, la tipologia più diffusa, sfruttino i selfie per raccogliere testimonianze della loro vita, come a costruire una storia per immagini che li ricordi a se stessi: niente di esibizionistico, ma una sorta di necessità di conoscersi. I comunicatori invece sembrano più alla ricerca del riscontro e della conversazione pubblica: questo tipo di profilo è quello ad esempio delle star, che cercano di stimolare nei loro follower il dibattito su un tema.

I promotori di se stessi invece, il gruppo più esiguo, sono coloro che cercano di ottenere vantaggi concreti dalla propria autoesposizione (denaro, un posto di lavoro, partner, amici, la celebrità). Anche qui troviamo il popolo dei vip: pensiamo a come e con quale successo Kim Kardashian usi lo strumento del selfie.