Parigi, 23 gennaio 2017 - Nel labirinto incantato di Dior. Al gran ballo in maschera dell'Haute Couture che segna il debutto della collezione d'alta moda della maison fondata 70 anni fa dal grande Monsieur Christian Dior di Maria Grazia Chiuri, da pochi mesi direttore creativo del brand del lusso internazionale.

Su tutto aleggia l'esprit dell'eleganza totale, dagli scarpini col fiocco di pont-d'esprit alta sartoria alle acconciature di piume (di ottone, di struzzo vere, di porcellana) elaborate da quell'artista londinese sublime che si chiama Stephen Jones.

Prima di tutto una dedica, col cuore: A Franca, perchè è a Franca Sozzani, mancata da poco, che Maria Grazia Chiuri ha dedicato questo suo primo lavoro nell'alta moda di Dior, in segno di gratitudine, rispetto e amicizia. “Come potevo non farlo?” dice nel backstage tra le giovanissime modelle ancora con le vestagliette bianche e le retine con le mollette in testa già allineate e attente per il rito della vestizione. Ragazze bellissime e acerbe tra le quali spicca l'italiana Vittoria Ceretti che è la penultima a sfilare nel labirinto di bosso ricostruito nell'immenso tendone piazzato come sempre nel giardino del Museo Rodin. Un'immagine fortissima di un labirinto segreto che la Chiuri ha popolato di fanciulle in fiore che sembrano uscite da un tempo fatato, protagoniste tra un pugno di ore insieme al tout Paris all'atteso Ballo in Maschera che si annuncia spettacolare e molto mondano.

Bella l'apertura del defilé tutta in nero con il graffio magnifico di Maria Grazia Chiuri che fa rivivere l'allure della maison con tutti completi che rimandano e rielaborano la giacca Bar, lanciata nel 1947 appunto 70 anni fa come segno del grande cambiamento dello stile nel dopoguerra. Ora è diventata contemporanea, sempre bombata sui fianchi ma ha un cappuccio e si abbina a una gonna pantalone plissé. Uno scatto di modernità che poi trascina altri 51 modelli tutti da favola e appunto da ballo. Colori che gangiano ma tutti velati, fiori che spuntano dai corpetti e dalle acconciature ma sempre chiusi come in un erbario immaginario. Poi il tocco d'arte di Claude Lalanne in prima fila a 96 anni che ha permesso a Maria Grazia di far poggiare le sue farfalle, i suoi anemoni e i suoi magici insetti sugli abiti o come collier.

“Da dieci anni in questa maison Dior non si dava più un ballo - racconta la direttrice artistica che sta lanciando un progetto intelligente e umanitario dedicato alle donne e battezzato Dior Tribe - e oggi c'è prima la sfilata haute couture e poi il gran ballo di stanotte con tutti nascosti dalle maschere sugli occhi e sui viso. Iniziare l'alta moda è impegnativo, dopo che il brand nei settant'anni è stato al servizio di tante anime creative. Ora la sfida tocca a me, con la tradizione dell'atelier ma anche il sogno. Mi ha colpito una foto del fondatore vestito da leone al eistegni del 1951 a Venezia e la foto era scattata da Salvator Dalì. Da qui sono partita e non manca neanche la famosa aragosta dell'abito della Duchessa di Windsor in questa passerella del nostro anniversario. Ma il mio non è un sogno che rimane solo sogno, questi abiti sono molto mettibili”.

Nel labirinto al Museo Rodin in prima fila un parterre impressionante di celebrities come Kirsten DunstDiane Kruger, Sai Bennett, Charlotte Le Bon, Eva Herzigova, Chiara Mastroianni, Lucie De La Falaise, Sveva Alviti, Agathe Bonitzer, Anais Demoustier,  Marisa Berenson, Ana Girardot, Louise Bourgoin, Lolita Chammah, Caroline Issa, Elisabeth Von Guttman, Alexia Niedzielski, Mirosalava Duma, Elena Perminova, Olivia Palermo, Viola Arrivabene, Vera Arrivabene, Gaia Repossi, Bianca Jagger, Ginevra Elkann, Leila Silmani, Lauren Santo Domingo, Sofia Sanchez de Betak, Ines Sastre,  Elisabeth Von Thurn Und Taxis, Carla Bruni Sarkozy, Tatiana Casiraghi, Noor Fares, Derek Blasberg, Rami Malek, Chiara Ferragni sempre più bella anche con lo chignon molto anni Sessanta e un gonna lunga a balze a totale trasparenza.