Sfilate

PARIGI - Con la musica tenera de "La Sirenetta" di Disney la moda parigina ci proietta in un altro pianeta, quello della poesia e dell'emozione, dell'incanto e dello stupore. Siamo all'Hotel de la Ville di Parigi, la casa di ogni parigino, nel salone d'onore tutto affrescato ma il tempo sembra proiettarsi in un futuro sconosciuto.  I piccoli Janmarie e Marybeth dormono. E sognano il mondo che verrà. Innocente e candido, popolato di estraterrestri con la testa dentro una palla di tulle che passeggiano e danzano. È il futuro del mondo, e anche della moda, letto con gli occhi dell'infanzia che ha chiuso con un'ondata di irreale bellezza la lunga e interessante fashion week parigina. È il sogno di Thom Browne, un americano a Parigi che ha scelto questa rappresentazione onirica per debuttare in riva alla Senna con la collezione per l'estate 2018 che ha raccolto un'ovazione è una emozione liberatoria per un pubblico competente stufo di straccetti e piccole idee. Thom Browne non scherza coi sogni perché li abbina a un progetto di moda stimolante con le forme esagerate, i colori lunari, le modelle sui tacchi 18, le giacche smisurate da atterraggio su Marte, con la donna in cravatta e il bianco di una sposa che arriva dalla Galassia su un unicorno di tulle. “Il mio pianeta preferito è Urano - dice Browne al culmine della gioia creativa - per favore non svegliatermi”. Il tempo della donna che sembra arrivare da un altro pianeta è velato solo di tulle, leggero e tentatore. E Thom dice: “Per favore non svegliatemi”.

 

dall'inviato EVA DESIDERIO

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