Milano, 8 novembre 2017 - Importanti cambi della guardia tra i manager del mondo del lusso e della moda, della portata mediatica forte che fa invidia allo scacchiere dello stilismo. Solo pochi giorni fa a Roma, per l'inaugurazione della mostra su Fendi Studios al Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur, il presidente della maison romana Pietro Beccari sorrideva sornione e simpatico a chi gli domandava se davvero sarebbe passato a guidare come Ceo la prestigiosa etichetta Dior, che fa capo anch'essa come Fendi al potentissimo gruppo del lusso LVMH di Bernard Arnault.

"No, nessuna nuova nomina - si scherniva Beccari che ha portato Fendi a superare nel 2016 un miliardo di euro di fatturato - ma se da Parigi mi chiamano per Dior alla fine ci andrò!". Ed ecco fatto stamani dopo tanti rumors l'annuncio del fatale passaggio da Fendi a Dior, da inizio 2018, con Pietro Beccari che diventa Chief executive officier di Christian Dior Couture al posto di Sidney Toledano che ha ricoperto alla grande quella posizione per 25 anni. "Con Beccari si avvia una nuova era per Dior - ha detto il patron di tutto il gruppo LVMH Bernard Arnault - all'insegna di ulteriori successi". Per Toledano, che per Arnault "è la forza motrice", un incarico altissimo come executive chairman e Ceo di LVMH Fashion Group, dove fin ad adesso ha giganteggiato Pierre Yves Roussel, che d'ora in poi sarà special avvisor di Bernard Arnault.

A Sidney Toledano, al quale è toccato gestire anche l'imbarazzante "cacciata" di John Galliano, la guida col coordinamento generale di brand come Celine, Kenzo, Givenchy, Loewe, Marc Jacobs, Emilio Picci, Rossi Moda, Nicholas Kirkwood. Pietro Beccari, nato a Parma, ha un passato in Parmalat ed Henkel prima di arrivare nel 2006 al gruppo francese con Yves Carcelle. Da Fendi ha fatto un lavoro straordinario, facendo risorgere il brand non solo per gli accessori e le pellicce ma anche per l'abbigliamento donna e uomo. Ora lo attende la sfida di Dior dove lavorerà a stretto contatto con il direttore creativo Mara Grazia Chiuri, italiana anche lei e prima donna alla guida della maison di Avenue Montaigne.