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"Made in Armani", la frase che campeggia sulla passerella racconta tutto e molto di più per l'emozione vera del defilè della collezione estate 2018 di Giorgio Armani, una prima linea che ancora una volta graffia e fa gola, entusiasma e consacra il Dna purissimo del brand di proprietà dello stilista più bravo e famoso al mondo. Un uomo che continua a fare grande e rispettata l'Italia col suo lavoro e il suo rigore.
Tredici minuti e mezzo la durata dello show per una collezione di 93 look che racchiude pathos, armonia ed eleganza a volontà fin dai colori greige (il colore sintesi della maison tra grigio e beige), tutti i bianchi e gli sbiancati, il gesso, l'avorio, i colori delle pietre e accenni di celeste, turchese e ciclamino, in una fusion senza eguali. E poi un casting di ragazzi belli e veri, anche loro Made in Armani chiamati da re Giorgio per dieci minuti a lezione di stile per seguire i suoi consigli per camminare in passerella in modo disinvolto e in libertà.
"Le giacche vanno alla grande e dominano questa collezione - racconta Armani dopo lo scatto di rito coi modelli e dopo il boato di applausi e di 'bravo' - e sono corte a due bottoni o lunghe e dritte a 3 bottoni sempre destrutturate e sfoderate. I ragazzi impazziscono per gli spolverini lunghi di lino sbiancato e per i pantaloni affusolati sulla caviglia ma con la vita esaltata dalle pinces".
In prima fila tra gli ospiti ci sono Liam Payne degli One Direction, Giuseppe Tornatore, Eros Ramazzotti con la moglie Marica Pellegrinelli, Giovanni Floris, Filippo Lanza, Valentina BellèHidetoshi Nishijima e Massimo Giletti.

di EVA DESIDERIO

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