La collina che circonda Pistoia è un luogo antico dominato da archetipi agricoli ancestrali. Un paesaggio puntellato di case coloniche, torri di pietra e oggetti minori come scale a pioli ricavate dallo stesso legno degli alberi al quale si poggiano. Tra questi segni leggiadri d'antropizzazione radicati in una tradizione millenaria, lo studio di architettura Hypnos si è occupato di un abuso edilizio. Una delle tante piccole casette “irregolari” di cui è disseminato il nostro territorio italiano.

“Nata come una baracca di legno, ricovero d'animali, ad un certo punto è diventatauna casetta di mattoni con tetto di cemento armato. Nel passaggio di proprietà il suo destino sarebbe stata la demolizione prima del passaggio notarile, ma perchè mai dover produrre quintali di macerie quando si può pensare ad un riuso? Come esser certi che anche la platea fondativa in cemento armato sarebbe stata effettivamente eliminata?
Applicando il cosiddetto “design delle soluzioni”, prima ancora di qual si voglia progetto architettonico, abbiamo condotto una trattativa con l'ufficio tecnico comunale per fare in modo che il cliente non perdesse il bene acquisito e che il paesaggio potesse redimersi dall'abuso.
Si è pensato che la preesistenza, oscena nella sua nudità fatta di laterizi forati murati approssimativamente e tegole marsigliesi un po' fuori contesto, potesse essere ammantata di una veste lignea, camaleontica per rapporto alla tonalità della terra, dei tronchi nodosi degli ulivi e dei cipressi circostanti.
La casetta doveva cercare d'essere parte del paesaggio, non più inaccettabile intrusione.
Niente di più dello stretto necessario: zero forma, molta materia.
In questa architettura mimetica, di selva, di boscaglia, la pelle della casa non avrebbe imitato la corteccia d'albero, ma sarebbe stata natura lignea essa stessa".