“Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere” scriveva Pirandello nel 1904: una frase che risulta assai attuale nel cinema dei nostri tempi. Crimini, corruzioni, droga e violenza non nascono dalla fantasia dei registi, ma da una cronaca cittadina sempre più spietata. Se Suburra (2015) è stato ispirato dall’inchiesta di mafia capitale, Non essere cattivo (2015) invece prende spunto dal degrado ai margini delle periferie romane dove delinquere vuol dire sopravvivere. Infine, padre del genere, Romanzo criminale (2005) per contro, nasce dalle sanguinose pagine di storia scritte dalla banda della Magliana. I film si presentano come tre storie diverse, ma sono un’unica realtà dello stesso universo metropolitano.

Suburra

Per la regia di Stefano Sollima, Suburra è un ritratto degli intrighi di potere che si nascondono tra criminali e illustri esponenti del Campidoglio, non lasciando fuori dai giochi neanche gli eminenti cittadini del Vaticano. Così tra preti e prostitute, politici e malviventi esce fuori un ritratto della città eterna che passa dalle sfarzose stanze affrescate di San Pietro, alle strade di periferia, dove la criminalità cerca di imporre le sue leggi. La storia, tratta dall’omonimo libro di Carlo Bonini e Giancarlo di Cataldo, ruota attorno alla speculazione edilizia di alcuni terreni di Ostia destinati a diventare enorme fonte di guadagno per chi riuscirà a costruirci. Questo sembra essere impossibile senza l’appoggio dell’onorevole Malgradi, politico colluso con la malavita romana che fa capo al cosiddetto Samurai, un Claudio Amendola di notevole bravura nel ruolo dell’ultimo esponente della banda della Magliana, definito ottavo re di Roma per la sua capacità di muovere i fili dei burattini da dietro le quinte.

Non essere Cattivo

Claudio Caligari dirige questo lungometraggio nel 2015 ambientato nella Ostia di Pasolini degli anni ‘90. Vittorio e Cesare sono due ragazzi della borgata, il loro rapporto, unito dalla stessa condizione disagiata che la povertà e l’incuria li costringe a vivere quotidianamente, è quasi fraterno ai limiti del simbiotico. Cercano una via di fuga dai problemi sociali usando e spacciando sostanze stupefacenti e, di quando in quando, commettendo altre illegalità. Un Luca Marinelli magistrale, Cesare nel film, vive con la madre e con la nipote malata di AIDS. La storia si presenta come una risposta dei protagonisti alla volontà di elevarsi da una condizione di puro degrado che sembra totalmente dimenticata dalle istituzioni. Il finale tragico dimostra come scalare questa montagna sia spesso impossibile per chi nascendo nella borgata, rimane intrappolato nella tela del ragno del crimine.

Romanzo Criminale

Diretto da Michele Placido nel 2005, tratto dall’omonimo libro del magistrato Giancarlo De Cataldo del 2002, Romanzo Criminale è una storia ispirata alla famigerata banda della Magliana, in altre parole la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma. Alla banda vennero anche attribuiti legami con Cosa Nostra e con l’Ndrangheta, ma anche con esponenti del Vaticano, con la loggia P2 e con esponenti politici. Ambientato negli anni 70, il film racconta come un gruppo di delinquenti delle strade capitoline decidano di conquistare Roma e di come, per raggiungere il loro obiettivo, travolgano ogni ostacolo e commettano ogni tipo di crimine. L’unico che sembra aver intuito l’enorme potere del gruppo è il comandante Scialoja, osteggiato dai suoi superiori e per questo frustrato da un sistema omertoso che arriva fino alle scrivanie della polizia.