Roma, 15 marzo 2017 - C'è chi danneggia, deturpa e devasta il Paese e chi cerca di difenderlo, valorizzarlo, farlo conoscere e amare. Tra questi ultimi, Giulia Maria Crespi, fondatrice e ora presidente onoraria del Fai, Fondo ambiente italiano, ideatrice delle Giornate Fai di primavera. «Non avrei mai pensato, venticinque anni fa, quando ho avuto l’idea di creare queste Giornate, mentre ero seduta – racconta – su una roccia in Sardegna e leggevo un libro sulle bellezze dell’Italia, che venticinque anni dopo mi sarei trovata a parlarne in un luogo e con persone così importanti. Ma la vita è piena di sorprese e miracoli». E aggiunge: «Ho quasi 94 anni, ma nonostante l’età, continuo a lottare». 
 
Un successo, un appuntamento importante per il Bel Paese le Giornate del Fai, come ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni accogliendo ieri a Palazzo Chigi la presentazione dell’edizione di quest’anno. Giunta al traguardo dei venticinque anni, l’iniziativa si terrà sabato 25 e domenica 26 marzo prossimi. «Le giornate Fai sono diventate un elemento importantissimo del nostro paesaggio culturale. L’idea di venticinque anni fa si è fatta strada – ha dichiarato Gentiloni – ed è diventata un fenomeno di massa. Il segreto del successo è semplice: associa scoperta e partecipazione. 
La scoperta che tutti abbiamo nella strada accanto un tesoro che conosciamo poco, una meraviglia da scoprire». E, citando Gaber: «E la partecipazione che, come ricordava qualcuno, è libertà». 
 
Nelle giornate Fai di primavera vengono aperti al pubblico luoghi solitamente chiusi, inaccessibili. Nella prima edizione, nel 1993, furono 50 in una trentina di città. Quest’anno l’apertura straordinaria coinvolgerà oltre mille siti, in 400 località di 20 regioni, grazie all’impegno di 7.500 volontari. Dai luoghi di culto a palazzi e ville, dai castelli alle torri, ai parchi, ai giardini alle aree archeologiche a 51 borghi. Dal tunnel del Gran Sasso, ad Assergi, in provincia de L’Aquila, al Teatro dei Filarmonici ad Ascoli Piceno, dal Cimitero degli Allori e il Cimitero degli Inglesi, a Firenze, al Convento di Trinità dei Monti, a Roma, al museo Diocesano di Rossano, in Calabria, dove è conservato il Codice Purpureo, 188 fogli di finissima pergamena purpurea, capolavoro assoluto dei codici bizantini miniati, risalente al V-VI secolo. Un elenco sconfinato di meraviglie che si potranno visitare gratuitamente. 
Va detto, però, che il Fai promuove queste Giornate anche per raccogliere fondi per finanziare le sue preziose iniziative. Gradite, quindi, le offerte o anche l’iscrizione al Fai stesso. 
Anche la Rai, con vari programmi e spot nella settimana dal 20 al 26 marzo, affiancherà il Fai a questo scopo.
 
Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha voluto ricordare l’impegno del governo in questo settore. «I beni culturali sono diventati centrali. Il bilancio del ministero – ha affermato – è cresciuto l’anno scorso del 37 per cento ed è stato confermato anche quest’anno. Si è passati dai 37 milioni stanziati per la tutela del patrimonio ai due miliardi di interventi già finanziati a oggi». Ed è stato approvato il piano strategico del turismo, ha aggiunto, in direzione di un turismo sostenibile e che punti all’Italia come “museo diffuso”. 
 
Da Andrea Carandini, presidente del Fai, e da Giulia Maria Crespi, anche un appello al governo. «Deve essere approvata una legge nazionale che limiti il consumo del suolo. La legge – ha protestato Carandini – è bloccata in parlamento da tre anni. E ogni secondo spariscono in Italia 4 metri di suolo e per fare 2 centimetri e mezzo di humus ci vogliono 500 anni». Mentre Giulia Maria Crespi ha esortato Gentiloni «a rifare la riforma della scuola, dopo quella orrenda varata poco tempo fa, per ridare importanza all’arte e alla cultura».